Grecia: si aggrava la crisi migranti ai confini con la Turchia. Si calcola che almeno altre 2mila persone siano arrivate stamani alla frontiera per tentare di raggiungere l’Europa. Un numero di siriani, afghani e iracheni che si aggiunge ai 13mila profughi bloccati al confine con la Grecia. Ed è un numero che potrà solo aumentare, dopo che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato l’apertura della frontiera il 27 febbraio scorso per l’inasprimento dei combattimenti in Siria contro le forze del regime di Bashar al-Assad. Di fatto anche un modo per premere sull’Europa in vista delle prossime mosse sullo scacchiere mediorientale.
80mila già in Europa
In totale, per Fahrettin Altun, capo della comunicazione della presidenza turca, i migranti che hanno attraversato il confine con l’Europa fino a questo momento sono oltre 80mila (80.888). Intanto quelli assiepati al confine greco si sono già scontrati con le forze dell’ordine di Atene che hanno lanciato lacrimogeni. Gli altri profughi stanno arrivando da Istanbul. E secondo l’Agi procedono in fila indiana nei campi verso il valico di frontiera di Pazarkule (Kastanies sul versante greco). Tra di loro ci sono anche donne e bambini.
Le mosse della Ue
Frontex, l’Agenzia europea per il controllo delle frontiere, ha annunciato di aver portato ad “alto” il livello di allerta per tutte le frontiere dell’Unione europea con la Turchia. Su richiesta di Atene, è stato disposto l’invio di uomini e attrezzature verso la Grecia per fronteggiare le altre decine di migliaia di persone che si presume potrebbero arrivare a breve dalla Turchia. Intanto si muove il commissario europeo per l’immigrazione, Margaritis Schinas; in un tweet ha annunciato di aver chiesto alla presidenza di turno croata della Ue di convocare una riunione urgente dei ministri dell’Interno dei 27 per discutere della situazione che si è creata al confine con la Grecia.







