Cultura

Il trovatore: per l’opera di Verdi nuova veste e cast di stelle al Municipale di Piacenza

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(foto Cravedi)

Il trovatore: la Stagione d’Opera 2022/2023 del Teatro Municipale di Piacenza prosegue con uno dei titoli più attesi. L’opera di Giuseppe Verdi va in scena con un nuovo allestimento venerdì 3 marzo alle 20 e domenica 5 alle 15.30. L’anteprima per le scuole è in programma mercoledì 1° marzo alle 15.30.

Prima della prima

Il nuovo allestimento de Il trovatore ha attirato anche l’interesse di Rai Cultura, spiega una nota della Fondazione Teatri di Piacenza. Le prove sono infatti riprese in questi giorni dalle telecamere di Prima della prima (storico programma che svela il “dietro le quinte” della messa in scena). E dopo il debutto piacentino al Municipale, Il trovatore con questa veste tornerà in scena nella prossima stagione nei Teatri coproduttori di Modena, Livorno, Savona e Lucca.

Seconda opera verdiana della Stagione del Municipale dopo Rigoletto, per celebrare i 210 anni dalla nascita del sommo compositore (e secondo titolo della celebre “trilogia popolare”), Il trovatore vedrà sul podio Matteo Beltrami; un maestro concertatore e direttore che ha lavorato nella maggior parte dei teatri italiani e tra i migliori interpreti del repertorio italiano all’estero. Beltrami dirigerà l’Orchestra Filarmonica Italiana e il Coro del Teatro Municipale di Piacenza preparato da Corrado Casati.

Cast affermato

Il dramma tratto da El Trovador di Antonio García Gutiérrez  su libretto di Salvadore Cammarano, che debuttò in prima assoluta il 19 gennaio 1853, ottenendo subito un travolgente successo, vedrà in questo nuovo allestimento quattro affermati protagonisti.

Il Conte di Luna sarà il baritono Ernesto Petti, che ha preso parte a diverse edizioni del progetto Opera Laboratorio a Piacenza e canta oggi in importanti teatri, dal San Carlo di Napoli alla Fenice di Venezia; Leonora sarà interpretata da Chiara Isotton, soprano dalla brillante carriera che recentemente ha debuttato al Metropolitan di New York; a vestire i panni della zingara Azucena sarà Anna Maria Chiuri, mezzosoprano tra i più richiesti e apprezzati e ospite regolare dei maggiori palcoscenici italiani ed europei; Manrico sarà Angelo Villari, tenore di notevole esperienza vocale e scenica, consolidata a livello internazionale.

Completano il cast: il Ferrando di Giovanni Battista Parodi, Ilaria Alida Quilico (Ines), Andrea Galli (Ruiz), Domenico Apollonio (Un vecchio zingaro) e Lorenzo Sivelli (Un messo).

Le metafore del Trovatore

A dominare lo spazio sul palco del Municipale un’imponente scatola scenica. “Nel suo scomporsi e ricomporsi evoca in modo astratto torri, macchine da guerra medievali, spazi claustrofobici di prigionia”, spiega il regista Stefano Monti, che firma anche le scene – con Allegra Bernacchioni – e i costumi, mentre le luci sono di Fiammetta Baldiserri.

“Il tema del fuoco è il simbolo de Il trovatore“, aggiunge Monti; “inteso come metafora delle passioni amorose, carnali – talvolta brucianti e distruttive – dei desideri di vendetta ed evocativo della pira, ritorna nel rosso fuoco materico intriso di nero carbonizzato che costituisce la materia dell’incombente scatola scenica e che avvolge in un irreversibile destino comune le vite dei nostri personaggi”.

Ma oltre al fuoco c’è anche l’ombra, tra gli elementi simbolici dell’opera, visto che “una presenza-assenza genera la vicenda de Il trovatore“, aggiunge il regista. “Ovvero ciò che si palesa nel prologo, l’ombra della madre di Azucena il cui sacrificio genera la vicenda”. Ed è un tema che prende corpo grazie al contributo delle ombre del Teatro Gioco Vita di Piacenza, ideate da Agnese Meroni, in nuove contaminazioni di diversi linguaggi della scena. Così “il tema dell’ombra si fa ossessione, intesa anche come buio, tratto distintivo del titolo in questione, come notturno e diviene oscurità dei vissuti dei personaggi”, conclude Monti.

Da Verdi a Wagner

Due gli appuntamenti collaterali alle rappresentazioni de Il trovatore: giovedì 2 marzo alle 18, nel foyer del Teatro Municipale, ritorna #AperiOpera con gli studenti del Liceo Respighi di Piacenza, che introdurranno la trama e i brani più celebri in un originale approfondimento tra recitazione e musica, questa volta anche con la presenza del Coro del Liceo Respighi.

Domenica 5 marzo alle 11, al Ridotto del Teatro, verrà presentato il libro “V e W – Perché non possiamo fare a meno di Giuseppe Verdi e Richard Wagner”. Sarà presente il critico musicale Alberto Mattioli che dialogherà con Fabio Larovere, autore del volume insieme ad Andrea Faini, in un incontro aperto al pubblico e a ingresso libero. Per informazioni: www.teatripiacenza.itbiglietteria@teatripiacenza.it

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