L’Inps lancia l’allarme ai suoi milioni di utenti. Sono in aumento le truffe telematiche che utilizzano il logo e il nome dell’Istituto nazionale di previdenza sociale. Così, per evitare che i cittadini vengano raggirati, l’ente in questi giorni ha avviato una massiva campagna d’informazione attraverso l’invio di un’e-mail con chiarimenti e consigli utili per non cadere nelle trappole di questi delinquenti.
I falsi messaggi
«Caro utente, ti informiamo che stanno aumentando le truffe online che usano il nome dell’Inps per rubare dati personali e finanziari. Queste truffe avvengono principalmente attraverso sms o e-mail false (chiamate phishing o smishing), che sembrano inviate dall’Inps», si legge nella email.
«Questi messaggi invitano a cliccare su link non ufficiali per verificare, confermare o integrare i propri dati per continuare a percepire prestazioni Inps, ottenere presunti rimborsi o altre motivazioni simili.
Non farlo! È una trappola per rubare le tue informazioni personali. Se fornisci i tuoi dati su tali siti, i truffatori possono:
- richiedere prestiti a tuo nome;
- aprire conti correnti fraudolenti;
- dirottare i pagamenti delle tue prestazioni;
- attivare, a tua insaputa, credenziali SPID a tuo nome;
- accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione fingendo di essere te».
Cosa ricordare sempre
Poi l’e-mail avverte: «Fai quindi attenzione a qualsiasi messaggio sms o e-mail, apparentemente inviato a nome di Inps, che ti invita a cliccare su link in essi riportati, e ricorda che:
- l’Inps non invia mai e-mail o sms con link per confermare dati o ricevere rimborsi ma invitiamo sempre gli utenti ad accedere sempre e solo al sito istituzionale www.inps.it;
- le uniche e-mail con link che Inps invia sono quelle per le indagini sulla soddisfazione degli utenti, ma non ti chiederanno mai dati bancari o documenti;
- l’unico sito ufficiale dell’Inps è www.inps.it. Controlla sempre che l’indirizzo del sito che stai visitando termini con “.inps.it”, perché possono venire creati domini con denominazioni simili e ingannevoli (ad esempio, insp, ipns, inpis e simili);
- se hai dubbi, consulta il vademecum anti-truffe sul sito Inps, dove trovi esempi di messaggi falsi e consigli su come difenderti».
Infine l’e-mail dell’Istituto nazionale di previdenza sociale ribadisce ai suoi utenti: «Se ricevi un messaggio sospetto, non cliccare sul link e segnalalo subito!».







