Katia Tarasconi: la prima cittadina di Piacenza ci scrive una lettera per rispondere al nostro articolo “Politica e Logistica: il caso del sindaco di Piacenza“; la pubblichiamo volentieri, senza entrare nel merito delle sue affermazioni che lasciamo al giudizio dei lettori.
Desideriamo solo ricordare che nell’articolo di martedì scorso, contestato dal sindaco Pd Katia Tarasconi, non viene espressa alcuna opinione su quanto riportato. La nostra testata ha esercitato il diritto di cronaca, attenendosi alla verità sostanziale dei fatti. Una linea editoriale che continuerà a seguire come sempre, nell’interesse dei lettori e della libertà d’informazione.
(gv)
«Gentile dottor Volpi,
ho letto con grande stupore l’articolo a sua firma pubblicato su Il Mio Giornale. Nel pezzo lei lascia intendere che io avrei potuto condizionare decisioni pubbliche in cambio di vantaggi privati legati alla vita professionale del mio compagno. È un’ipotesi che offende la mia onestà, la mia storia personale e l’istituzione che oggi rappresento.
L’operazione societaria che lei richiama è trasparente e del tutto legittima, peraltro in linea con altri investimenti già realizzati nel mondo della ristorazione e dell’ospitalità dalla società coinvolta.
Un socio ha scelto di uscire e un altro ha rilevato la sua quota: una dinamica imprenditoriale normale, che avviene ogni giorno in Italia.
Io non ho alcun ruolo nella gestione dell’attività del mio compagno, la cui vita professionale esisteva ed esiste indipendentemente dal nostro rapporto personale.
Inoltre, lei accenna al Piano Urbanistico Generale come se fosse oggetto di trattativa privata. Al contrario, è uno strumento urbanistico che attraversa molti passaggi pubblici e che, peraltro, non funziona come i vecchi Piani Regolatori: il nuovo PUG non prevede e non può prevedere affatto la trasformazione di aree esterne alla città in nuove zonizzazioni di aree logistiche perché è la stessa legge urbanistica a vietarlo. E all’interno non esistono certo nuove aree compatibili con tale funzione.
In ogni caso, attribuire logiche opache alle scelte urbanistiche del Comune significa distorcere la realtà e disinformare i cittadini.
Non è mia abitudine darmi pacche sulle spalle da sola e non sono a mio agio nel farlo, ma vivo con una certezza: sono un’amministratrice e, prima ancora, una persona onesta.
Chi avanza insinuazioni prive di fondamento non colpisce solo me, ma la fiducia nelle istituzioni che rappresento.
Confido che, nell’interesse della verità e nel rispetto del ruolo pubblico che ricopro, vorrà pubblicare integralmente sul suo giornale online questa mia lettera.
Cordiali saluti,
Katia Tarasconi».







