Piacenza

La Corte che Cambia: basta a logistica speculativa sul territorio di Cortemaggiore

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Cortemaggiore: si avvicinano le elezioni comunali che si terranno il 3 e 4 ottobre. La lista civica di centrosinistra La Corte che Cambia – con una nota che pubblichiamo integralmente – prende posizione sulle recenti decisioni dell’Amministrazione uscente di centrodestra, che ha reso disponibili ulteriori aree per nuovi insediamenti logistici.

«La Corte che Cambia, per voce di alcuni sostenitori, stigmatizza la fine definita “ingloriosa” della seconda consiliatura Girometta; dopo 5 anni incolori, senza che sia stato realizzato niente di quanto promesso, ma nemmeno niente di quanto necessario, si chiude con una repentina sterzata verso la trasformazione del paese da piccolo gioiello della Bassa in crocevia di traffico pesante. 

Dopo il recente accordo di programma con il Comune di Fiorenzuola d’Arda e la Provincia per un ampliamento di oltre 600.000 metri quadrati delle aree Barabasca CaReCo destinate ad uso produttivo e logistica, nell’ultimo Consiglio Comunale utile si delibera la variazione di destinazione d’uso da commerciale a logistica per una ulteriore area di oltre 130.000 metri quadrati in prossimità del paese. Agostino Ghebbioni, rappresentante della lista civica noto per le posizioni critiche verso la gestione della logistica sull’asse Fiorenzuola – Cortemaggiore, non usa mezzi termini: “Questa delibera, più di ogni altra, segna la vergognosa fine di questa consiliatura, delineando di fatto la linea programmatica della prossima nelle idee del centro-destra. È un atto di concessione che fa da preludio alla grande operazione Barabasca-Careco”. 

Tutta la provincia si interroga se proseguire nella direzione di una ormai sistematica cessione di territorio alla logistica, non ultima la posizione ferma del Sindaco e Giunta di Calendasco nel rifiutare tale visione miope da un punto di vista della tutela ambientale e del benessere della popolazione. 

Al contrario, il Comune di Cortemaggiore regala altro terreno vergine (nuovo suolo) a cementificazione e capannoni. È un’area di 130.000 mq equivalente a circa 18 campi da calcio; come candidamente ammesso in Consiglio comunale dal nuovo Sindaco in pectore Luigi Merli è stato avanzato un interessamento per quell’area da parte di un operatore nell’ambito della logistica, e questa debole giunta senza idee non può fare di meglio che assecondare le richieste. 

La  scelta è stata sostenuta anche dalla Consigliera di minoranza Mutti, dimostrando già nei fatti quanto compatto si muova il fronte del centro-destra su questo tema che delineerà in modo irreversibile il futuro del nostro territorio. 

La Corte che Cambia ritiene indispensabile lavorare ad un progetto organico di sviluppo territoriale che, se sacrifica terreno prezioso per l’agricoltura, qualifica le aree con destinazione produttive legate alla vocazione agricola di trasformazione e manifatturiera, non prima di aver affrontato il degrado in cui versano le aree industriali attuali, con grandissimi spazi e capannoni in stato di abbandono, invenduti o sfitti e non riqualificati. 

Sui giornali si legge di posizioni favorevoli, che dipingono la logistica come un paradiso di innovazione e automazione. La Corte che Cambia invita i cittadini ad una visita personale nelle aree dedicate alla logistica. Sarà un tuffo in un pezzo del nostro territorio fatto di incuria, erbacce, spazzatura abbandonata, macerie in misero contrasto con gli stabilimenti invece direzionali, produttivi o misti logistica-direzionali (cioè dove oltre ai magazzini e parcheggi di camion ci siano anche uffici amministrativi e commerciali) che invece vengono mantenuti e gestiti con più attenzione. La logistica non è il male assoluto. La logistica è male quando è speculativa, fine a se stessa, non dedicata alle filiere produttive territoriali e soprattutto quando non associata ad attività lavorative di livello. Per questo chiediamo che prima di concedere spazi a chiunque ne faccia richiesta, il Comune debba valutare e condividere le proposte di terzi mettendo al primo posto il vantaggio per il territorio. 

Non si tratta di inseguire logiche partitiche, ma di saper valorizzare un territorio, che ha già dato tanto alla logistica; chiediamo ai cittadini di appoggiarci nella sfida che abbiamo di fronte, di non assecondare una politica che pensa solo ai benefici (pochi) a breve termine, senza considerare le pesanti ripercussioni che Cortemaggiore dovrà subire in termini di viabilità, vivibilità e sfruttamento del territorio».

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