Caro Presidente Mattarella, siamo felici per la sua visita a Piacenza il 23 settembre. Ci permettiamo di ricordarle gli eventi che la vedranno protagonista. A Palazzo Gotico, incontrerà i giovani che hanno partecipato al Festival del Pensare Contemporaneo. Poco dopo, sarà l’ospite d’onore al grande concerto che celebra i 220 anni del Teatro Municipale.
Ci piacerebbe poter seguire interamente questo suo pomeriggio piacentino: ascoltare quanto dirà ai giovani, per poi cogliere anche l’emozione e l’entusiasmo generati dalla sua presenza al concerto. Ma purtroppo non sarà possibile fare il nostro lavoro di giornalisti, descrivendo ai lettori questi due momenti senza soluzione di continuità.
Abbiamo appreso infatti dall’Ufficio Stampa del Comune di Piacenza che «per ragioni organizzative e legate alla sicurezza, i giornalisti che desiderano seguire l’evento a Palazzo Gotico e il concerto a Teatro dovranno trovarsi in ciascuna delle due sedi con largo anticipo rispetto all’inizio dell’evento. Questo fa sì che ogni giornalista accreditatosi a entrambi gli appuntamenti debba scegliere per quale optare».
Così, caro Presidente, siccome non abbiamo il dono dell’ubiquità – e soprattutto siamo cronisti abituati a raccontare i fatti dall’inizio alla fine al servizio dei lettori – dovremo rinunciare con dispiacere ad essere testimoni della sua prima visita a Piacenza.
Vede Presidente Mattarella, noi siamo di certo una goccia nel mare dell’informazione, ma siamo orgogliosi di esercitare la nostra professione. E questi vincoli posti al lavoro giornalistico – da Lei elogiato di recente – oltre ad essere sinceramente incomprensibili, non sono accettabili anche nel dovuto rispetto della sua Persona.
Ringraziando per l’attenzione, La salutiamo con profonda stima.
(giovanni volpi)







