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Ponte Lenzino: Bonaccini, Foti e Rancan, le reazioni al crollo nel Piacentino

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Ponte Lenzino: crolla la campata centrale e per fortuna non si registrano vittime. Il viadotto sul Trebbia, parte della Statale 45, è nel comune piacentino di Corte Brugnatella. L’infrastruttura rientra tra le competenze dell’Anas. Era stata oggetto di verifiche statiche il 14 febbraio scorso e riaperta al traffico pesante pochi giorni dopo, dal 22 febbraio.

Sul crollo del ponte Lenzino, avvenuto nel pomeriggio di oggi, arrivano le prime reazioni. “Siamo pronti a fare tutto ciò che sarà necessario per il territorio e le comunità locali”, dichiara a caldo il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che ha inviato sul posto l’assessore  regionale alla Protezione civile, Irene Priolo, e la responsabile dell’Agenzia di Protezione civile regionale, Rita Nicolini, per valutare gli interventi necessari.

“Anas, che gestisce la Strada statale 45 e il ponte crollato, deve ora garantire rapidamente la viabilità alternativa”, aggiunge Bonaccini. “Oltre al chiarimento delle responsabilità di fronte a un fatto così grave, con la stessa Anas che da tempo era chiamata ad assicurare la messa in sicurezza della statale 45 e del viadotto, aperto un anno fa anche al traffico pesante, dopo verifiche sulla sua tenuta”.

L’ennesimo “fenomeno di maltempo estremo che nel resto d’Italia sta causando vittime e danni ingenti alle cose rappresenta ormai una drammatica ordinarietà; e segnala non solo l’urgenza di accelerare col piano di messa in sicurezza del Paese, ma che i progetti di prevenzione che per tempo abbiamo segnalato e perfezionato entrino subito nell’elenco delle priorità dell’impiego del Recovery Fund. Non c’è più tempo davvero simili fatti debbono trovare ora una risposta di scala diversa”, conclude il governatore dell’Emilia-Romagna.

Interrogazione di Foti

Il deputato di Fratelli d’Italia Tommaso Foti non perde tempo. E in un’interrogazione urgente coinvolge subito il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, la piacentina Paola De Micheli, da cui dipende l’Anas. Nell’interrogazione Foti evidenzia come “il crollo di ponte Lenzino, che per le modalità con cui è avvenuto lascia pensare ad un collasso della struttura. Sorprende – e non poco – solo che si pensi che i lavori per la sua sistemazione risalgono a pochi anni fa. E consentirono ad Anas, grazie anche al contributo di oltre 100.000 euro della Provincia di Piacenza, destinati all’effettuazione di indagini e sondaggi preliminari per individuare le modalità ottimali per l’esecuzione dell’intervento, di elevare a 44 tonnellate il limite massimo di transito consentito ai mezzi pesanti, a fronte dei 5 ammessi prima dell’intervento.”

Per il parlamentare di FdI “è quindi indispensabile che Anas apra un’indagine accurata su quanto accaduto che, solo per pura fortuna, non ha causato vittime”; e “appare nel contempo necessario che vengano attivate tutte le procedure d’urgenza per un ripristino del collegamento oggi interrotto sulla strada statale 45 di Val Trebbia, con la realizzazione di un nuovo viadotto.”

Rancan: controllare tutti ponti

“Non è possibile che nel 2020 si assista a questi fatti con un fiume Trebbia assolutamente nella norma”, scrive sul crollo del ponte Lenzino Matteo Rancan, capogruppo della Lega in Consiglio regionale. “Per fortuna nessuno stava attraversando in quel momento e si è scampata la tragedia. Chiediamo una verifica strutturale di tutti i ponti della nostra regione. Ci aspettiamo dalla giunta regionale e dal ministero risposte rapide e concrete che comprendano il motivo per il quale il ponte Lenzino non ha retto. Ricordo anche che il ponte di Barberino non è ancora stato rifatto e che la SS45 presenta ancora gravi problemi di manutenzione”.

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