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Tria: da Paragone un “Bugno” nello stomaco

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Il ministro dell'Economia e delle Finanze Giovanni Tria; nel riquadro, il senatore dei 5 Stelle Gianluigi Paragone

Tria: al ministro dell’Economia Gianluigi Paragone non le manda a dire. E il clima nella maggioranza si fa sempre più pesante. Il giornalista e senatore 5 Stelle – candidato “stoppato” alla presidenza della nuova Commissione d’inchiesta sulle banche – ha pubblicato su YouTube un video dove racconta gli intrecci che ruoterebbero attorno al titolare del dicastero di via XX settembre.

Tria, consiglieri e famiglia

Al centro della vicenda la consigliera di Tria, Claudia Bugno, e il figliastro del ministro, Niccolò Ciapetti. Alcuni mesi dopo la nomina della Bugno al Mef (agosto 2018), Ciapetti sarebbe stato assunto da una società di cui è amministratore delegato il compagno della Bugno. Tra l’altro, la Bugno e Ciapetti si conoscerebbero già da tempo. Perlomeno dal 2015, quando la manager, su nomina di Renzi e Malagò, diventa coordinatrice della candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024. E chiama il figliastro di Tria nel suo staff, racconta il senatore.

La dottoressa Bugno, sempre secondo Paragone – che chiede spiegazioni a Tria sulla vicenda che prende i contorni di un conflitto d’interessi – fra il 2013 e il 2015 è stata consigliere d’amministrazione indipendente di Banca Etruria. E si sarebbe presa una delle sanzioni più alte comminate da Bankitalia per mancato controllo (121.500 euro, a cui ha fatto opposizione). Senza dimenticare che in seguito, sottolinea ancora il parlamentare, la Bugno tra il 2015 e il 2018 è stata anche consigliere di Alitalia. Un dossier di cui si starebbe occupando per il ministro parallelamente a quello di Tim.

Clima rovente

Non c’è che dire, anche se dalle opposizioni si ironizza sulla tempistica dell’attacco a Tria da parte dei 5 Stelle, una bella tegola sul ministro dell’Economia. Che è già sulla graticola per le pressioni di Di Maio e Salvini affinché firmi al più presto il decreto per i rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche fallite, tra cui naturalmente spicca Etruria.

Come se non bastasse, Tria è stato al centro delle critiche per le dichiarazioni sulla crescita zero dell’economia italiana, complice il rallentamento internazionale. Un calo ammesso candidamente in un recente convegno. Polemiche innescate da più parti, che hanno ricordato come solo qualche mese fa il ministro avesse sostenuto le ottimistiche previsioni sul Pil italiano in crescita dell’1% nel 2019. Se a questo aggiungiamo il tormentone sulla necessità di una manovra bis e la preparazione del Def, il Documento di economia e finanza che dovrà essere pronto nel giro di una decina di giorni, il clima per Tria si fa sempre più rovente.

 

 

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