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Variante Delta in crescita: protetti con due dosi di vaccino, ma…

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Variante Delta in aumento. Soprattutto in Gran Bretagna, dove oggi sono stati sfiorati i 28mila casi positivi, con 22 decessi, su 1,3 milioni di tamponi, record di contagi di Covid-19 nel Paese anglosassone dal 23 gennaio scorso.

“La variante Delta ci deve preoccupare”, ha detto Walter Ricciardi consulente del ministero della Salute, a Radio Capital. “Non dobbiamo compiere gli stessi errori del passato, quando il virus è stato sottovalutato. Probabilmente si avranno anche in Italia il numero di contagi del Regno Unito; ma se la popolazione più fragile sarà protetta, gli effetti sulla mortalità e le ospedalizzazioni saranno le stesse della Gran Bretagna, quindi molto limitati», ha aggiunto Ricciardi.

“Non è più pericolosa del ceppo originario, ma la variante Delta si trasmette molto facilmente e può comunque provocare gli stessi danni”, ha spiegato l’immunologo di Unimore, Andrea Cossarizza a ilrestodelcarlino.it. “Per questo, come evidenzia l’esperienza inglese, non è ancora giunto il momento di abbassare la guardia. Anche se il vaccino si dimostra ancora una volta un’arma efficacissima”, ha sottolineato l’esperto.

Sullo scudo offerto dalla profilassi vaccinale arriva la conferma dell’Agenzia europea del farmaco (Ema). “I nostri dati mostrano che due dosi dei quattro vaccini approvati proteggono contro la variante Delta, e questi dati sono rassicuranti”, ha detto Marco Cavaleri dell’Ema. “È importante continuare la vaccinazione con particolare attenzione alle persone più vulnerabili e agli anziani”.

Sette milioni a rischio

Ma qui le cose si potrebbero complicare, con una crescita potenzialmente più veloce del previsto della variante Delta anche da noi. In Italia, come evidenzia il nuovo monitoraggio della Fondazione Gimbe, ripreso anche da ilmessaggero.it, ad oggi ci sono 2.384.966 over 60 (13,3%) che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino. E 4.648.515 (26%) sono in attesa di completare il ciclo con la seconda dose. Abbiamo dunque oltre 7 milioni gli over 60 parzialmente o completamente esposti a rischio di Covid grave che non hanno adeguata copertura contro la variante Delta.

In questo quadro, sempre per il Gimbe, due dovrebbero essere gli obiettivi prioritari, rimodulando la campagna vaccinale: per prima cosa, raggiungere il maggior numero possibile di over 60 che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino, preferendo gli mRna (Pfizer e Moderna), perché consentono un richiamo in un arco di tempo inferiore rispetto a quelli a vettore virale (AstraZeneca e J&J); in secondo luogo, anticipare per quanto possibile la somministrazione della seconda dose in questa fascia di età.

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