Vertice Meloni-Trump: conclusa la visita lampo della premier italiana al presidente eletto degli Stati Uniti. L’aereo della premier è decollato da Palm Beach (Florida) intorno alle 23 locali (le 5 del mattino in Italia) per fare ritorno a Roma. Una missione di poche ore, ma sul vertice tenuto nella residenza del tycoon a Mar-a-Lago già si sprecano i commenti.
Tra i primi, quello del New York Times, ripreso anche dall’Agenzia Dire. Secondo il giornale americano, la visita di Giorgia Meloni rappresenta una delle prime di un leader straniero alla tenuta del presidente eletto in Florida dopo la sua elezione. E l’incontro, oltre a confermare la volontà dell’Italia di posizionarsi strategicamente nei nuovi equilibri globali, rafforza l’ipotesi che Meloni diventi l’alleato di riferimento di Trump in Europa.
Dai conflitti al caso Sala
L’ordine del giorno dell’incontro non è stato reso noto, ma si ipotizza che si sia discusso dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente, dei dazi e delle tensioni commerciali tra Europa e Stati Uniti, e del ruolo dell’Italia come mediatore nei rapporti transatlantici. Senza dimenticare il caso della giornalista Cecilia Sala detenuta in Iran, collegato all’arresto in Italia di Mohammad Abedini (l’ingegnere iraniano è accusato dalle autorità statunitensi di aver fornito componenti per droni alle guardie rivoluzionarie di Teheran). Sull’intreccio diplomatico, sempre secondo il New York Times, Meloni avrebbe premuto in modo aggressivo con Trump per trovare una soluzione che porti alla liberazione della giornalista italiana.
Complimenti e presenti
Durante l’incontro, che si è tenuto nella grande sala da ballo della residenza, Trump ha espresso parole di stima per Meloni, definendola “una donna fantastica”, aggiungendo che “ha davvero preso d’assalto l’Europa e tutti gli altri”. Tra i partecipanti all’evento, anche alcuni possibili membri della futura amministrazione Trump, tra cui Marco Rubio, candidato alla carica di Segretario di Stato, e Scott Bessent, indicato per il Tesoro.







