Dazi Usa in vigore da stamattina alle 6 ora italiana. Per adesso sono attivi quelli generali, del 10%, imposti dall’amministrazione Trump, che si sommano alle tariffe precedenti sulle importazioni statunitensi dai Paesi stranieri. Poi sarà la volta dei cosiddetti dazi reciproci, indicati per le singole controparti, che porteranno ad esempio quelli per l’Unione europea al 20% e per la Cina al 34%.
L’era di Trump
Secondo il Guardian, la tariffa iniziale del 10% è entrata in vigore nei porti marittimi, negli aeroporti e nei magazzini doganali degli Stati Uniti, inaugurando di fatto la nuova era economica di Trump. Tra i Paesi colpiti per la prima volta ci sono Australia, Regno Unito, Colombia, Argentina, Egitto e Arabia Saudita.
La nuova tassazione imposta dagli Stati Uniti ha stravolto le borse di tutto il mondo. Wall Street ha bruciato oltre 2.000 miliardi in soli due giorni, mentre le Borse europee ne hanno persi 1.241. E al momento, sottolinea l’Agenzia Dire, non si prevedono miglioramenti.
Intanto arrivano le prime reazioni. La Cina prepara la sua mossa e replica duramente ai dazi Usa. Lo fa con una tassazione a specchio, sempre del 34%, su tutti i prodotti importati dagli Stati Uniti a partire dal 10 aprile e inserisce nella sua ‘black list’ altre aziende americane.
L’agenda di Meloni
In questa situazione serve al più presto una fotografia chiara del quadro complessivo e soprattutto dell’impatto dei dazi Usa sull’economia italiana e delle sue regioni (come nel caso dell’Emilia-Romagna), prendendo in esame i settori maggiormente danneggiati da diversi punti di vista.
Così la premier Giorgia Meloni ha fissato lunedì un vertice con i due vicepremier (Antonio Tajani e Matteo Salvini), il ministro dell’Economia (Giancarlo Giorgetti), dell’Industria (Adolfo Urso), dell’Agricoltura (Francesco Lollobrigida) e delle Politiche europee (Tommaso Foti).
Lo stesso gruppo di lavoro del Governo, aggiunge l’Agenzia Dire, che d’ora in poi deve sentirsi prioritariamente impegnato sul tema dei dazi Usa, si confronterà anche con i rappresentanti delle categorie produttive, che sono stati convocati a palazzo Chigi martedì 8 aprile.







