Piacenza

Comunali di Piacenza, lo scontro tra Bonaccini e Cugini scuote il centrosinistra

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Stefano Bonaccini con Katia Tarasconi; a destra, Stefano Cugini

Stefano Cugini non ci sta. E dopo le parole di Stefano Bonaccini, il candidato sindaco di Alternativa per Piacenza risponde per le rime al presidente della Regione Emilia-Romagna e leader del Pd, infiammando lo scontro elettorale nel centrosinistra che va diviso alle Comunali del 12 giugno.

La cena per Katia Tarasconi

Tutto nasce dalla partecipazione di Bonaccini come ospite d’onore alla cena elettorale per sostenere Katia Tarasconi organizzata al Madhouse domenica scorsa dalla coalizione guidata dal Partito democratico che candida la consigliera regionale a sindaco di Piacenza.

Davanti a una sala gremita da oltre 250 persone, prima parla Katia Tarasconi. “Io posso vincere questa sfida elettorale solo insieme a voi. Bisogna essere squadra e lavorare insieme; lo facciamo perché abbiamo a cuore la nostra città. Perché la amiamo e la vogliamo migliore”. Niente polemiche, assicura Tarasconi, “la nostra sarà una campagna di proposte, progetti e di idee. Comunicheremo la nostra visione, di come vogliamo il futuro della nostra comunità. E parleremo a tutti, non solo agli elettori di centrosinistra”.

L’intervento di Bonaccini

Poi la parola passa a Bonaccini. Il governatore dell’Emilia-Romagna affronta il tema delle Comunali di Piacenza con un intervento sintetico ma di ampio respiro. “Parte una campagna elettorale in cui andare a raccontare casa per casa la sfida che c’è in ballo: si può e si deve vincere”, dice. Sottolineando che con la candidatura Tarasconi “la destra oggi non è più tanto convinta di avere la vittoria in tasca”. Bonaccini ricorda che “vincendo a Piacenza si rende più forte anche il governo della Regione”. E che ormai da tempo Bologna è vicinissima a Piacenza, citando un esempio su tutti: il nuovo ospedale finanziato senza se e senza ma dalla sua Giunta.

Nella parte finale del suo intervento Bonaccini però non va tanto per il sottile riferendosi chiaramente a Cugini, ex capogruppo del Partito democratico in Consiglio comunale e candidato sindaco di ApP: “Se ti senti così lontano dalla destra devi sapere che la sfida è, o vince uno o vince l’altro. Non vorrei che qualcuno sottovalutasse: se pensi che la destra sia l’avversario principale, poi di fatto lavori per indebolire Katia… Attenzione che così facendo, diventi il miglior alleato della destra. Raccontateglielo e diteglielo”.

La risposta di Cugini

Quelle di Bonaccini rivolte al leader di Alternativa per Piacenza sono parole che non potevano passare sotto silenzio, soprattutto per il peso di chi le ha pronunciate. Così a stretto giro arriva la risposta al vetriolo di Cugini, in una nota che vi proponiamo integralmente.

«Condurre una campagna elettorale sobria, di contenuto, in linea col manifesto delle parole non ostili, non significa avere l’anello al naso. Il miglior alleato della destra, dovrebbe saperlo il presidente Bonaccini, che tale è ancora per la straordinaria azione di risveglio delle coscienze operata dalle Sardine, è una politica che si definisce di centrosinistra ma negli anni è stata sempre meno capace di dimostrarsi diversa dagli avversari.

Alternativa per Piacenza nasce per unire: le parole d’ordine nel nostro dna – partecipazione, ambiente, diritti – di cui oggi altri si riempiono la bocca, le pratichiamo in concreto, non come gli slogan di chi spera in elettori dalla memoria corta. Sedersi in prima fila in qualche vernissage è ben diverso dal confrontarsi con la disperazione dei cittadini. Vada a farsi un giro in via Marinai d’Italia, prima di sproloquiare su ipotetici alleati della destra, che troverà facilmente guardando dritto negli occhi quella politica stanca, che seguita a ripetere lo stesso copione perché i giri di giostra tocchino sempre ai soliti. È un attimo scivolare dal “ritiratevi tutti”, urlato da Katia all’assemblea del Pd, al “riciclatevi tutti”.

Il presunto carro dei vincitori fa gola a molti, disposti a passare da critici sprezzanti a solerti sostenitori della candidata, con la naturalezza di chi beve un bicchier d’acqua. Ignoro se Bonaccini abbia approfondito quel che è davvero accaduto a Piacenza, in buona compagnia di altri big, che predicano bene in tv e razzolano male nel mondo reale. Dire che lavoriamo per indebolire non è lungimirante: è chi ha rigettato ApP ad aver indebolito un esperimento coraggioso e innovativo per battere la destra, non il contrario.

Questa destra si bea per chi ci ha lasciato, allergico a una certa partecipazione popolare, dopo aver prima escluso le primarie, averle poi pretese e infine rifiutate, calando dall’alto non una, ma due candidature in successione (la prima affossata dalla magistratura). Con umiltà e convinzione, noi continueremo coi nostri zaini in spalla a proporci come vera alternativa, non solo a Patrizia Barbieri, ma a un metodo superato di gestire il potere, lo stesso che nel tempo ha disgustato la gente. Un grande risultato di ApP alle urne dimostrerebbe che i cittadini sono stanchi dei vecchi schemi: dal canto suo, la politica di “quelli che contano” farebbe meglio a concentrarsi sulle sue proposte invece che invocare già il voto utile, a più di due mesi dalle elezioni».

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