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Il caso del dottor Esposito: il Giudice condanna l’Ausl di Piacenza

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L'accesso al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Fiorenzuola

Il caso del dottor Esposito finisce male per l’Ausl di Piacenza. L’Azienda sanitaria è stata condannata dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Piacenza. Il magistrato ha ritenuto illegittimo lo spostamento del noto cardiologo dall’Ospedale di Fiorenzuola all’unità riabilitativa di quello di Castel San Giovanni, dall’altra parte della provincia emiliana.

Il provvedimento dell’Ausl, preso contro la volontà del medico nel maggio scorso, aveva destato più di una perplessità per il suo sapore punitivo, visto che il dottor Esposito aveva impugnato poco tempo prima un procedimento disciplinare emesso nei suoi confronti da parte dall’Azienda sanitaria davanti alla magistratura civile.

Il trasferimento forzato aveva scatenato anche le reazioni dei cittadini della Val d’Arda, scesi in campo via social al fianco dello stimato cardiologo. Non è bastata quindi la retromarcia dell’Ausl, che dal 1° settembre era tornata sui suoi passi e aveva ritrasferito il dottor Esposito presso l’Ospedale della Val d’Arda.

Il comunicato Cobas Sanità

A dare la notizia della sentenza del Giudice del Lavoro di Piacenza è un comunicato firmato da Carmelo Carcasio, Coordinatore COBAS Pubblico Impiego Sanità Emilia Romagna, che riportiamo integralmente.

«Si è conclusa con una sentenza di condanna, da parte del Giudice del Lavoro del Tribunale Ordinario di Piacenza nei confronti dell’AUSL di Piacenza, il contenzioso che ha visto il medico cardiologo Dott. Esposito, nostro associato, opporsi “all’assegnazione provvisoria” dall’Ospedale di Fiorenzuola a quello di Castel S. Giovanni, imposta dalla direzione dell’AUSL piacentina.

La sentenza, emessa ieri, 16 settembre 2020, ha visto l’AUSL Piacenza, soccombere completamente, con la condanna a rifondere interamente le spese di giudizio.
Il Giudice del Lavoro, rilevando come l’azienda sia venuta meno all’”obbligo di buona fede e correttezza” poiché non è stato indicato “ neanche implicitamente un termine finale dell’assegnazione provvisoria a sede di lavoro diversa da quella del servizio” ha dichiarato illegittimo il provvedimento e confermata la sua revoca (il Dott. Esposito è stato “riassegnato” all’Ospedale di Fiorenzuola).

Questa sentenza è, anche, un forte messaggio per tutti coloro che lavorano in Sanità, siano essi Dirigenza Medica o Comparto (infermieri, tecnici, amministrativi, OSS, ausiliari, ecc…) perché combattano in prima persona le illegittimità, trovando la motivazione e il coraggio per opporsi a tutte le situazioni d’ingiustizia e di sopraffazione, denunciandole».

 

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