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Epatite: un milione di italiani è ammalato. E la metà non lo sa

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L’epatite è un nemico subdolo, che molti non sanno di portarsi appresso. E questo accade soprattutto in Italia. L’allarme viene lanciato il 28 luglio, in occasione della giornata mondiale contro l’epatite. Secondo il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (Ecdc) le stime per il nostro Paese parlano infatti di circa un milione di ammalati. Ma solo la metà sa di avere questa patologia. In più, per Eurostat nel nostro Paese a causa di questa malattia che colpisce il fegato nel 2014 sono morte 2.800 persone. Il 40% dei 7.100 decessi avvenuti nella Ue (3.700 uomini e 3.400 donne), che in 2 casi su 3 hanno colpito persone con più di 65 anni. In Italia così la mortalità è stata di 40 persone per milione di abitanti contro le 14 della media europea.

Epatite: fare i test

In Europa le persone affette dalla patologia sono quasi 9 milioni. Circa 4 milioni sono quelle con l’epatite C e 4,7 milioni con la B. Anche su scala continentale molti non sanno di avere l’infezione. Nei diversi Paesi europei la proporzione di malattie non diagnosticate va dal 45 all’85% per la B. E tra il 20 e l’89% per il virus C. Una situazione che rallenta il raggiungimento dell’obiettivo di eliminare la malattia entro il 2030, come chiede l’Organizzazione mondiale della sanità. Nel 2015 ci sono state 60mila nuove diagnosi delle due infezioni, con quelle della C in crescita del 4%. Non si tratta però di un aumento dovuto a un innalzamento dei livelli di contagio. Semplicemente le maggiori attività di controllo hanno fatto emergere i casi nascosti. È importante quindi sottoporsi al test per scoprire se si è affetti da questa infezione. E nel caso, oltre a iniziare le cure, per prendere tutte le precauzioni possibili, evitando di contagiare altre persone. A partire dai nostri familiari, che hanno un’alta probabilità di contrarre a loro volta la malattia, che si trasmette principalmente attraverso sangue infetto, saliva e altre secrezioni.

Epatite: allarme vaccini

Anche sul tema dell’epatite non poteva mancare l’inevitabile polemica. La denuncia arriva dal Codacons, che attacca il ministero della Salute. Secondo l’associazione, dopo il vaccino per l’epatite A, introvabile nell’ultimo mese per le scorte terminate, anche quello contro l’epatite B è ora irreperibile in Italia per lo stesso motivo. Così chi aveva fatto domanda per queste profilassi ha ricevuto comunicazione dagli organi sanitari che non sarà possibile essere vaccinati. “Questo significa che migliaia di italiani andranno all’estero nelle prossime settimane senza alcuna protezione sanitaria, nonostante sia raccomandato, per alcuni Paesi stranieri, provvedere alla vaccinazione contro epatite A e B prima della partenza”, afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi. “Il Ministero della salute predica bene e razzola male. Perché mentre rende obbligatori 10 vaccini per i bambini, non è in grado di garantire la reperibilità di quelli facoltativi. Con evidenti rischi per i cittadini che trascorreranno le vacanze all’estero”.

 

 

 

 

 

 

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