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Legge bavaglio sulla custodia cautelare: a rischio diritto di cronaca e libertà dei cittadini

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Legge bavaglio sulla custodia cautelare: di che cosa si tratta? Di una norma in via di approvazione in Parlamento. Introduce il divieto di pubblicazione “integrale o per estratto” del testo dell’ordinanza di custodia cautelare “finché non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare”. Il tutto attraverso una modifica dell’articolo 114 del Codice di procedura penale, che così limiterà in modo sostanziale il diritto di cronaca, quello dei cittadini di essere informati e anche tutelati rispetto alle decisioni della magistratura. Ma andiamo con ordine e vediamo che cosa sta succedendo.

Il voto di Montecitorio

Lo scorso 19 dicembre la Camera ha licenziato l’emendamento alla legge di delegazione europea presentato dal deputato di Azione Enrico Costa con 160 sì e 70 no. Favorevoli maggioranza, Azione e Italia Viva; contrari Movimento 5 Stelle, Partito democratico, Alleanza verdi e sinistra. Il testo originario dell’emendamento prevedeva il “divieto di pubblicazione dell’ordinanza di custodia cautelare” fino alla conclusione delle indagini o dell’udienza preliminare. Mentre nella successiva riformulazione proposta dal Governo si parla di divieto di pubblicazione “integrale o per estratto” del testo dell’ordinanza.

In pratica i giornalisti non potranno pubblicare l’ordinanza neppure in parte. E il provvedimento con cui i giudici formalizzano, su richiesta dei pubblico ministero, una misura cautelare (come l’arresto), che contiene informazioni sulla vicenda giudiziaria, sarà pubblicabile solo dopo l’inizio del processo.
Adesso l’approvazione definitiva o la riformulazione della legge è passata al Senato.

Favorevoli e contrari

“Un risultato positivo che ci soddisfa; un buon traguardo per ribadire ancora una volta l’importanza – per Forza Italia e per il Governo – del garantismo e della presunzione di innocenza, cardini chiave sui quali si fonda la nostra Costituzione”, ha dichiarato sul voto della Camera la deputata Matilde Siracusano di FI. Commento positivo anche del segretario di Azione, Carlo Calenda: “Approvato alla Camera il nostro emendamento che vieta di riportare l’integrale o gli stralci delle ordinanze di custodia fino al termine dell’udienza preliminare. Un grande servizio di Enrico Costa, che si è battuto duramente per questa battaglia di civiltà; e che risponde ai principi di garantismo e giusto processo previsti in Costituzione. Oggi più che mai la tutela dei diritti dell’imputato e la presunzione d’innocenza sono assicurati”.

Dure invece le reazioni dei contrari alla legge bavaglio; su tutte quella degli esponenti dei 5 Stelle in commissione Giustizia alla Camera, Stefania Ascari, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso e Carla Giuliano: “L’emendamento di Azione è un altro vergognoso bavaglio che colpisce e umilia il diritto dei cittadini a essere informati. L’informazione è un dovere di chi lavora in quel campo ma anche un diritto di tutti”. Così, proseguono i deputati dei 5 Stelle, “il governo Meloni e la sua maggioranza allargata ad Azione e IV ancora una volta dimostrano qual è la loro unica agenda in materia di Giustizia: nascondere o lasciare impunite le malefatte della borghesia mafiosa, dei corrotti, dei comitati d’affari. Si affaticano tanto per nascondere i possibili reati dei potenti, perché sono quelli che interessano all’opinione pubblica. La giustizia classista del governo Meloni procede a passo spedito, portando l’Italia in un medioevo dei diritti”.

Mattarella non firmi

Sulla legge bavaglio l’Ordine dei giornalisti parla di “pesante limitazione del diritto di cronaca”. Ancor più critica la Fnsi (Federazione nazionale della stampa italiana) per voce della segretaria nazionale del sindacato Alessandra Costante: “Si tratta di un provvedimento liberticida non solo nei confronti dell’articolo 21 della Costituzione, ma anche nei confronti delle libertà individuali. È pericolosissimo che non si sappia la motivazione per cui una persona viene arrestata o meno. E non è pericoloso solo per la libertà di stampa; è pericoloso anche per lo stesso destinatario del provvedimento di custodia cautelare in carcere”.

Secondo Costante “il ricordo delle dittature, dei desaparecidos, delle persone che alle porte dell’Europa vengono fatte sparire senza che nessuno ne sappia nulla, penso ad esempio ad Alexei Navalny, deve far crescere la nostra attenzione; ma anche quella dei direttori dei giornali, che devono essere al fianco dei colleghi in questa lotta, e delle istituzioni. Chiediamo fin d’ora al presidente della Repubblica Sergio Mattarella di non firmare una legge che potrebbe essere fonte di immani distorsioni dei diritti”.

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