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Ministero della Salute, scoppia il caso Sileri: resa dei conti dopo il caos vaccini?

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Pierpaolo Sileri non va tanto per il sottile: “Sul mix vaccinale c’è stato errore di comunicazione da parte del ministero della Salute”. Il sottosegretario e senatore 5 Stelle, già viceministro nello stesso dicastero con il secondo Governo Conte, poi rincara la dose: “Dentro al ministero ci sono grandi professionalità, ma anche diverse cose che potrebbero funzionare molto meglio”.

Il caos Vaccini

Per Sileri l’indicazione della sola vaccinazione eterologa per gli under 60 che avevano fatto la prima dose con AstraZeneca è stata un errore, ammesso in sostanza dallo stesso premier Mario Draghi in conferenza stampa il 18 giugno scorso. Perché, come poi è stato ribadito in quella sede, con un ennesimo giro di valzer, “era più sensato lasciare aperta l’opzione di fare anche la seconda dose con AstraZeneca, per chi preferisce evitare l’eterologa, che resta comunque la soluzione più sicura ed efficace”.

Il vaccino AstraZeneca, ha precisato il sottosegretario alla Salute, “continua a essere autorizzato dall’Ema sopra i 18 anni; quindi, se uno vuole fare il richiamo con quello, è giusto che possa farlo. Poi, da medico, farei delle distinzioni”. Ad esempio, “sarei molto rigoroso nel consigliare Pfizer o Moderna per le donne sotto i 50 anni ed eviterei sempre di dare AstraZeneca ai giovani sotto i 30anni”.

Adesso “tutti negano di aver contribuito alla ‘confusione’ sul fronte vaccini, riconosciuta pubblicamente dal premier Draghi“. Certo, aggiunge Sileri, “la confusione è legata al fatto che la pandemia è un’emergenza molto dinamica, in cui bisogna continuamente riadattare la campagna vaccinale alle nuove evidenze scientifiche. Ma bisogna farlo con indicazioni chiare, che probabilmente non erano tali, a causa di seri problemi di comunicazione”.

Attacco a Speranza?

Il sottosegretario dice di non sapere di chi siano le responsabilità di questa situazione, come riporta l’agenzia Dire. “Faccio fatica a individuare colpe dei singoli e non sono la persona più adatta per rispondere, visto che io stesso da più di un anno ho seri problemi di comunicazione all’interno del ministero della Salute, prevalentemente con il gabinetto del ministro. Per capirci, sono quello che non ha avuto accesso ai verbali del Cts (Comitato tecnico scientifico, ndr), che ha fatto innumerevoli proposte, senza avere mai risposta”, conclude il sottosegretario.

Insomma, se non è un attacco in piena regola al ministro Roberto Speranza ci siamo vicini. Almeno come vicini al ministro sono i componenti del suo gabinetto…

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