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Papa Francesco e il rischio scisma: un pericolo concreto?

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Papa Francesco e il cardinale Gerhard Ludwig Müller

Papa Francesco: la Chiesa rischia uno scisma? D’accordo che i tempi nostri si potrebbero sintetizzare così: “Se non sono grosse, non le spariamo”. Però, anche chi è più moderato nelle analisi, non può non aver notato chi si è spinto ad ipotizzare tanto.
Si è trattato del cardinale tedesco Gerhard Ludwig Müller. Il porporato, già vescovo di Ratisbona e prefetto dell’ex Sant’Offizio, si è concesso un colloquio sul Corriere della Sera lo scorso 26 novembre. E a una decina di giorni dalle sue parole non se n’è ancora spenta l’eco. Rivediamo allora cosa ha detto, prima di farci un’opinione al riguardo. Senza dimenticare che Müller, nominato capo della Congregazione per la Dottrina della Fede da Benedetto XVI, non è stato confermato da Francesco.

Dubbi dottrinali…

L’incipit della chiacchierata di Müller con Massimo Franco, in effetti, è scoppiettante. C’è un fronte di gruppi tradizionalisti che lo vorrebbe a capo di un movimento contro il Papa. Egli, però, si rifiuta decisamente di acconsentire, in nome della sua convinta appartenenza ecclesiale. Se, però, chi pone domande o reclami non fosse ascoltato, o peggio venisse umiliato, si potrebbe arrivare a uno scisma. È chiaro che allude ai firmatari della “Correzione filiale”, in cui si accusa “Amoris laetitia” di eresia. I delusi possono reagire: Lutero docet, 500 anni dopo. Più avanti, Müller precisa che le tensioni vengono dal tradizionalismo estremista (coagulato attorno al web) e dal progressismo super papista. Due minoranze, ma molto agguerrite.

e recriminazioni personali  

Fatalmente poi vengono fuori le ragioni personali di amarezza. La mancata conferma del porporato nell’incarico ricoperto per un solo quinquennio era stata collegata dal Papa a una fonte anonima. Quest’ultima gli avrebbe segnalato Müller come un nemico. Altre calunnie avrebbero condotto anche alla cacciata di tre sacerdoti, suoi collaboratori nel dicastero della curia. Il cardinale si domanda: Francesco, amico di atei e laicisti, congeda il suo braccio destro sulla base di una delazione?

Il Papa e un’analisi severa 

A seguire, Müller aggiunge parecchie altre cose, non meno interessanti. Alle questioni personali, egli affianca un’analisi abbastanza severa della linea dottrinale e pastorale del Pontefice. Anche perché gli imputa di circondarsi di persone servili con lui, ma infide per la Chiesa. E pensa che, nonostante la simpatia suscitata da Francesco, l’istituzione ecclesiale ultimamente non abbia guadagnato in radicamento presso la gente.

La Chiesa secondo Müller

Il porporato rileva, anzi, che stare lungamente concentrati su problemi organizzativi interni (specie vaticani) respinge le persone. Finisce, infatti, per far assimilare la comunità cristiana a un partito politico, dilaniato da lotte per il potere. E rischia di trascurare le costanti sfide teologiche e spirituali, nonché gli urgenti interrogativi esistenziali. La conclusione di Müller è presto detta. Dalla Chiesa “ospedale da campo”, bisogna tornare all’istituzione che sa parlare agli uomini d’oggi del bene naturale e soprattutto soprannaturale.

Lo scandalo tra i fedeli 

Tirando le somme, cosa possiamo dire? Dovremmo, probabilmente, ripeterci. Infatti, quest’ultimo caso non è che l’ennesimo di frizioni tra il Papa e altri membri autorevoli della Chiesa. Si ripropone il problema della perdita della riservatezza. E si ripresenta, in filigrana, l’apparente contraddizione tra la riduzione del ruolo del Papato e l’autorità necessaria per imporla. C’è anche, però, qualcosa di nuovo. Se un cardinale, pur dissociandosene, evoca apertamente la possibilità di uno scisma, vuol dire che i contrasti stanno cambiando natura. Non sono più soltanto personali e formali. Sono anche dottrinali e pastorali. E questo è fonte di disorientamento e di scandalo per i fedeli.

Il sale insipido da gettare via

Uno scisma, comunque, non sembra una prospettiva concreta. Soprattutto perché, in un mondo largamente secolarizzato e pluralistico, la fede difficilmente entra come tale nel dibattito pubblico. Quando l’Europa esauriva il mondo da noi conosciuto, e l’Europa era la “christianitas”, tutti erano religiosi e quest’appartenenza era dirimente. Oggi non è più cosìUna sola considerazione, in conclusione. Già si sa che la divisione fra le confessioni cristiane nuoce alla causa evangelica. Se il dissidio dovesse esplodere anche dentro il cattolicesimo, si avvererebbe la profezia del sale che perde il sapore.

Corrado Cavallotti è laureato con lode in Giurisprudenza all’Università Cattolica. Ha vinto il Premio Gemelli 2012 per il miglior laureato 2010 della Facoltà di Giurisprudenza di Piacenza. Ama la storia, la politica ed è appassionato di Chiesa. Scrive brevi saggi e collabora con il periodico Vita Nostra.

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