Francesco Giorgi avrebbe confessato. E così lo scandalo Qatargate, sulla corruzione che sta travolgendo il Parlamento europeo e i Mondiali di calcio 2022, sarebbe giunto a una svolta. Lo scoop è del quotidiano francofono belga Le Soir e di Repubblica, che avrebbero visionato una serie di documenti dell’inchiesta.
Le ammissioni di Giorgi
Davanti agli inquirenti di Bruxelles, l’assistente europarlamentare e compagno dell’ex vicepresidente dell’Eurocamera Eva Kaili, arrestato insieme a lei, all’ex eurodeputato Antonio Panzeri di Pd e Articolo1, e a Niccolò Figà-Talamanca della ong No peace without justice, avrebbe ammesso di aver fatto parte di un’organizzazione utilizzata dal Marocco e dal Qatar. L’obiettivo era quello di interferire e condizionare gli affari europei. Giorgi doveva gestire il flusso dei contanti. Sempre per il giornale belga, l’uomo avrebbe detto di sospettare che Andrea Cozzolino e Marc Tarabella, entrambi europarlamentari del gruppo S&D (Socialisti e Democratici), avrebbero preso soldi tramite Panzeri.
Il Marocco sarebbe coinvolto nella vicenda attraverso il suo servizio di informazione esterna, la Dged. In base ai documenti consultati dai due quotidiani, si legge ancora su Le Soir, Panzeri, Cozzolino e Giorgi sarebbero stati in contatto con con la Dged e con Abderrahim Atmoun, l’ambasciatore del Marocco in Polonia.
Nel mirino
Dopo il ritrovamento di 1,5 milioni di euro in contanti nelle disponibilità di Kaili e Panzeri e queste confessioni di Giorgi, lo scandalo sembra allargarsi. E oggi all’attenzione dei giudici di Bruxelles ci sarebbero una sessantina di europarlamentari, non solo di sinistra. L’inchiesta sarebbe nata da una serie di soffiate arrivate dai servizi segreti dell’Arabia Saudita e degli Emirati. E da mesi gli 007 del Belgio, anche con il contributo dei colleghi italiani, avrebbero aperto le indagini.







