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Sbarchi, Patronaggio: il pericolo non arriva con le Ong

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Sbarchi di migranti e Ong sempre sotto i riflettori. Stavolta a parlarne è un magistrato in prima linea. Si tratta del procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, che ha espresso le sue valutazioni in merito al decreto sicurezza bis durante un’audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato.

Le finalità della norma per Patronaggio sono condivisibili per quanto riguarda il contrasto al traffico di esseri umani. Il magistrato ha evidenziato l’utilità delle intercettazioni preventive e delle operazioni sotto copertura previste dal decreto, anche se per lui non vi erano le condizioni di straordinaria necessità e urgenza per la sua approvazione, visto il calo degli sbarchi. In più, il magistrato ha messo in luce alcune criticità, quando la norma introduce l’illecito amministrativo per le Ong. “Le problematiche che si pongono in sede penale si possono ora riproporre nelle sedi amministrative e davanti ai giudici di pace”.

Sbarchi fantasma

Secondo Patronaggio il pericolo maggiore per la sicurezza pubblica non arriva dai barconi di migranti che partono dalla Libia – i cui porti “non sono da considerarsi sicuri” – e che poi magari vengono soccorsi dalle navi delle Ong. Il problema delle infiltrazioni terroristiche arriva dagli sbarchi fantasma che fanno rotta verso l’Italia dalla Tunisia. Perché, ha spiegato il magistrato, “chi arriva così vuole sottrarsi all’identificazione, che invece nei casi dei barconi provenienti dalla Libia è inevitabile; e i controlli in quei casi sono efficaci ed effettivi”. Con un esempio sulla situazione attuale: mentre l’attenzione di questi giorni era focalizzata sul caso della cinquantina di migranti della Sea Watch 3, sulle coste della Sicilia sono arrivati 200 migranti a bordo di piccole imbarcazioni in alcuni casi soccorsi dal Guardia di Finanza e Guardia Costiera.

Ong irrilevanti e “pulite”

Per il magistrato gli sbarchi di migranti con le navi delle Ong rappresentano un dato statisticamente irrilevante. “Sulle coste agrigentine – ha affermato – il numero degli sbarchi è calato dai 231 del 2017 ai 49 del primo semestre 2019. I migranti sono scesi da 11.159 a 1.084 nei primi sei mesi dell’anno”. In più il procuratore di Agrigento ha sottolineato come per la sua esperienza “ma anche alla luce del lavoro delle procure vicine alla mia, finora non si è avuta la prova di collusione tra trafficanti e ong”.

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