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Roma e il Lazio: tutti i numeri dell’emergenza idrica

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Roma: fontana del Mascherone in via Giulia

Roma e la sua crisi idrica sono finite in prima pagina perfino sul New York Times. In America ha fatto scalpore che nella città eterna, disseminata di bellissime fontane, l’acqua sia diventata un problema tanto grave. Ma è proprio così: la capitale e i capoluoghi del Lazio sono praticamente in ginocchio. Il presidente della Regione Zingaretti ha autorizzato i prelievi in forma ridotta dal lago di Bracciano fino al 1° di settembre. Ma è solo un pannicello caldo. E la voragine, senza veloci interventi strutturali, è destinata ad allargarsi al rientro dalle ferie. Acea ha annunciato un piano straordinario. I numeri della crisi idrica però sono pesantissimi.

Acquedotti colabrodo

In 6 anni, dal 2011 al 2016, secondo Legambiente le perdite della rete idrica di Roma sono aumentate a dismisura: dal 27 al 44,4%. Ma il dato peggiore, se possibile, è quello di Frosinone che ha visto crescere la dispersione idrica dal 39 al 75,4%. Diverso il discorso per gli altri capoluoghi. Hanno sempre perdite gravi ma più stabili. Rieti peggiora dal 45 al 53,8%. Latina dal 62 al 67%. E Viterbo? Era la miglior provincia fino al 2013 con il 14% di dispersione, ma ha cessato di inviare i dati negli ultimi 3 anni.
Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, non perdona né Acea, né il comune di Roma in versione 5 Stelle. “Siamo convinti che se i gestori del servizio idrico avessero con urgenza messo mano alle condutture ad inizio della crisi, quando non pioveva o nevicava lo scorso inverno, tutto questo non sarebbe successo. Gravi responsabilità ha quindi anche il comune di Roma che, da proprietario dell’azienda, non ha mai inciso, tanto più nell’ultimo anno, sulla politica aziendale”.

Roma: il nuovo piano di Acea

Intanto il Consiglio di amministrazione di Acea ha dato il via libera a un piano straordinario per affrontare la crisi dell’acqua. Al primo punto c’è “l’ammodernamento e il rifacimento della rete di distribuzione idrica vetusta, da sviluppare attraverso un piano di verifica perdite (attualmente in corso)”. Il costo? È stimato dagli esperti del settore tra gli 80 e i 100 milioni, calcolando che la capitale ha oltre 5.400 chilometri di tubature. Se tutto andrà bene, Acea dalla prossima estate potrebbe sospendere per sempre i prelievi dal lago di Bracciano. “Vogliamo che cittadini e dipendenti tornino ad essere orgogliosi di questo asset ultracentenario di Roma”, ha affermato l’amministratore delegato Stefano Donnarumma. “Se ci sono state delle responsabilità nel recente passato, verranno accertate e chi dovrà risponderne ne risponderà. Ora è importante costruire un futuro migliore. Per far sì che non ci si trovi più a vivere situazioni come quelle che stiamo affrontando in questi giorni sul fronte dell’emergenza idrica”.

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