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Austria al voto: scatta l’ora di Kurz?

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Sebastian Kurz, leader del Partito popolare austriaco (foto: Dragan Tatic)

Austria: questa sera i primi exit poll ci diranno come sarà composto il nuovo parlamento di Vienna. I partiti che si contendono i 183 seggi della camera bassa austriaca, il Nationalrat, letteralmente Consiglio nazionale, sono quattro. Il socialdemocratico, i popolari di centrodestra di Sebastian Kurz, la destra radicale e xenofoba dell’ultra nazionalista Heinz Christian Strache, amico di Marine Le Pen e di Salvini, e i verdi. La camera alta (Bundesrat) è eletta, un po’ come le nostre attuali province, in modo indiretto dalle regioni austriache e non prevede elezioni popolari.

Chi vince a Vienna?

Secondo gli ultimi sondaggi, sarebbe primo col 33% l’Övp, ossia il Partito popolare guidato dall’attuale ministro degli esteri, il 31enne Kurz. Seguono più o meno affiancati socialdemocratici e destra, entrambi tra il 23 e il 25%. Molto distanziati ecco i verdi con appena il 9% delle intenzioni di voto. Nelle cancellerie europee si sostiene che molto dipenderà da chi arriverà secondo, dato che sul primo classificato non sembrano esserci dubbi. Se il giovane Kurz si dovesse alleare con Strache la sua politica estera diventerebbe molto simile a quella dell’accordo di Visegrad. Protagonisti Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria che propugnano la chiusura delle frontiere e tolleranza zero per i rifugiati.

Kurz e l’Europa

Del resto Kurz ha basato la sua campagna elettorale sui risultati ottenuti dalla chiusura della rotta balcanica per i rifugiati. Per cui sembra più probabile un’alleanza con la destra che con i socialdemocratici dell’attuale cancelliere Christian KernMa tale nuovo governo porrebbe più di un problema all’Europa. Come mai? Perché un partito decisamente euroscettico come i liberal-nazionali del Fpö entrerebbe per la prima volta nella stanza dei bottoni di uno Stato della Ue. E comunque la politica economica della nuova Austria sarebbe sicuramente contraria alla riforma proposta da Macron alla Sorbona.

L’enfant prodige dell’Austria 

Dicevamo che Kurz ha solo 31 anni. Nei suoi confronti il pur giovane Renzi, con i suoi 42, sembra addirittura un vegliardo! Data la sua giovane età, di lui si può dire poco: nato a Vienna nel 1986, era già in politica a 16 anni. Nel 2011 (a 25 anni) viene nominato sottosegretario agli Interni con delega all’integrazione (fra cui ad esempio l’insegnamento del tedesco agli immigrati). Nel 2013 è nominato titolare degli Esteri, diventando il più giovane ministro della storia dell’Austria. Quali i suoi meriti? Alle precedenti elezioni legislative era stato il candidato che aveva ottenuto più preferenze in assoluto.

Immigrazione a muso duro

Come ministro degli Esteri si è caratterizzato per la sua posizione molto ferma sull’immigrazione, scontrandosi anche con Alfano, al quale aveva consigliato di interrompere il flusso di migranti da Lampedusa alla terra ferma per ridurne il traffico. E ha minacciato più volte di ammassare truppe alla frontiera del Brennero per arginare eventuali infiltrazioni di immigrati in Austria.

Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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