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Covid e zone arancione scuro: tutto sulle nuove restrizioni in Emilia

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Covid: in alcune aree dell’Emilia-Romagna i contagi sono in netta crescita e arrivano le zone “arancione scuro” per tentare di limitarli. Da sabato 27 febbraio, le nuove restrizioni si estenderanno a tutta la Città Metropolitana di Bologna e ai Comuni che ne fanno parte. Stesso trattamento dunque di quello previsto da oggi nell’Imolese. Bologna vi rimarrà fino al 14 marzo, come prevede la nuova ordinanza che arriverà domani, a firma del presidente della Regione Stefano Bonaccini (nella foto), analoga a quella sui 14 Comuni dell’Ausl di Imola e i confinanti in provincia di Ravenna.

Covid e contagi

L’obiettivo, spiega una nota della Regione, è lo stesso: arginare la diffusione del virus, a tutela della salute dei cittadini, in un’area peraltro molto vasta e densamente abitata. La decisione è stata presa oggi pomeriggio nella video-riunione fra tutti i sindaci della Città metropolitana di Bologna, insieme a Regione e Ausl di Bologna.

Nel mese di febbraio l’incremento dei casi è stato del 16%, con un tasso standardizzato per 100mila abitanti del 340.3 (contro quello italiano di 140), cresciuto in modo esponenziale. In particolare, nella settimana dall’1 al 7 febbraio si sono registrati 200 casi per 100mila abitanti, saliti in quella successiva (8-14 febbraio) a 253, per arrivare a 340 casi ogni 100mila abitanti nella settimana dal 15 al 21 febbraio, con la variante inglese predominante nel territorio.

Anche sul fronte delle strutture ospedaliere, la situazione registra una crescente pressione: se l’11 febbraio erano 556 i pazienti ricoverati nella rete ospedaliera metropolitana, la settimana successiva sono passati a 646, per arrivare a 754 di oggi.

Le restrizioni arancione scuro

Il provvedimento relativo a queste zone “arancione scuro” stabilisce misure più limitanti rispetto a quelle nazionali in vigore per la zona arancione in cui è collocata tutta l’Emilia-Romagna dal 21 febbraio scorso. Le ulteriori restrizioni introdotte sono le stesse previste dall’ordinanza in vigore nei Comuni dell’Imolese:

  • Lavoro: restano consentite le attività economiche, comprese quelle di servizio alla persona, permesse nelle zone arancioni del Paese.
    I datori di lavoro pubblici sono tenuti a limitare la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza fisica, anche in ragione della gestione dell’emergenza; il personale non in presenza presta la propria attività lavorativa in smart working.
  • Spostamenti: sono vietati sia nello stesso Comune che verso Comuni limitrofi. L’eccezione è per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (come acquisto di beni) o motivi di salute.
    Non si potrà quindi uscire dal proprio Comune, anche se di popolazione inferiore a 5.000 abitanti (come ora previsto e disciplinato per le zone rosse dall’articolo 2 del Decreto legge numero 15 del 23 febbraio scorso); resta la possibilità di recarsi in quelli limitrofi, ma solo per particolari necessità, come ad esempio per l’acquisto di prodotti che nel proprio comune sono introvabili.
    È esclusa anche la possibilità di effettuare visite a parenti e amici una volta al giorno, anche all’interno del proprio Comune, o recarsi nelle seconde case, salvo situazioni di necessità.
    Rimane sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza e la possibilità per gli studenti di frequentare le lezioni in presenza, ove previste, se la scuola ha sede in un Comune non compreso tra quelli soggetti a restrizione: potranno ovviamente andare e tornare.
  • Scuola: si stabilisce lo svolgimento in presenza delle sole attività dei Servizi educativi 0-3 anni e scuole dell’infanzia, mentre le attività didattiche per le scuole di ogni ordine e grado si svolgeranno a distanza al 100%.
    Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza, qualora sia necessario l’uso di laboratori, o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento online con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata, come previsto anche dallo specifico decreto (7 agosto 2020) e successiva ordinanza (9 ottobre 2020) del Ministro dell’Istruzione.
    Lezioni esclusivamente a distanza, sempre da lunedì, anche per l’Università.
  • Sport: sono sospesi gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva, così come l’attività sportiva svolta nei centri sportivi all’aperto.
    Resta consentito lo svolgimento di attività sportiva solo in forma individuale ed esclusivamente all’aperto.
    Possibile svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie.
  • Cultura: sono sospese le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, ad eccezione delle biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione e degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemica.
Tracciamento e sorveglianza

Viene rafforzata ulteriormente l’attività di sorveglianza e tracciamento. Sono applicate tutte le misure indicate nella circolare ministeriale del 31 gennaio scorso, tra cui l’impiego del test molecolare nella sorveglianza dei contatti stretti e a basso rischio e la chiusura della quarantena a 14 giorni con test molecolare; in più, non potrà essere interrotto l’isolamento del caso confermato dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi, ma dovrà proseguire fino all’effettuazione di un test molecolare con risultato negativo.

L’Ausl di Bologna potrà assumere, in accordo con i Comuni interessati dall’ordinanza regionale, ogni opportuna ulteriore azione ritenuta necessaria, in caso di modifica della situazione epidemiologica.

Bonaccini e Donini: è il terzo picco

“Anche in questo caso, insieme ai sindaci, e sulla base delle indicazioni delle autorità sanitarie, interveniamo per fermare la diffusione del contagio in un’area nella quale la situazione stava diventando critica”, sottolineano Bonaccini e l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini.

“Siamo in presenza del terzo picco dell’epidemia, con dati epidemiologici in progressivo peggioramento. Una tendenza, secondo gli esperti, destinata a rafforzarsi, a causa della presenza di nuove varianti del virus, molto più veloci nei contagi. Servono quindi nuove misure restrittive. Ancora una volta occorre assumere una decisione che pesa, che ricade su tante persone e comunità, provate da mesi durissimi; ma non potevamo rimanere fermi rispetto a quanto sta accadendo. Interveniamo a tutela della collettività, pur comprendendo bene lo sforzo e i sacrifici che chiediamo ai cittadini, a partire dagli studenti e dalle loro famiglie”.

Assieme ai sindaci e all’Azienda sanitaria, aggiungono il presidente e l’assessore, “siamo al loro fianco, pronti a fare tutto il necessario per fronteggiare questa difficile fase, che si aggiunge a difficoltà e sofferenze pesanti. E raccogliendo proprio l’appello dei sindaci, abbiamo già avviato un’interlocuzione con il Governo, con l’ultimo confronto avuto nel pomeriggio, per chiedere che vengano riconosciuti con urgenza i congedi parentali, perché siamo consapevoli di quanto gravi sulle famiglie la sospensione dell’attività didattica in presenza”.

Tuttavia, concludono Bonaccini e Donini, “non possiamo però nella maniera più assoluta arrenderci adesso, nel momento in cui stiamo lavorando all’estensione e all’accelerazione della campagna vaccinale, lo strumento per sconfiggere la pandemia che prima non avevamo. Rispettiamo tutti le regole un ulteriore esercizio di responsabilità per quello che potrebbe davvero essere l’ultimo sforzo da portare a termine”.

 
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