Piacenza

Covid, preoccupazione a Piacenza: contagi in crescita del 43,6%

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Il direttore generale dell'Ausl di Piacenza Luca Baldino

Covid: brutti numeri per Piacenza e provincia. Sull’andamento dell’epidemia il direttore generale dell’Ausl, l’ingegner Luca Baldino, non ha usato mezze parole. Su base settimanale “la situazione non è buona”. Tra il 23 e il 29 agosto c’è stato infatti un importante aumento dei casi, passati da 204 a 293, con un incremento del 43,6% ogni 100mila abitanti.

Contagi a confronto

Si tratta di un vero balzo anche in rapporto al dato nazionale (+3,7%) e a quelli dell’Emilia-Romagna (+6,9%) e della vicina Lombardia (+12,5%). A generarlo potrebbe essere stato l’insolito rallentamento dei positivi della settimana precedente; o potrebbe aver pesato la miglior qualità e puntualità del tracciamento dei nuovi casi sul territorio piacentino, ha sottolineato Baldino. “Ma siamo chiaramente di fronte ad un trend di crescita”. A dimostrarlo c’è anche l’andamento dei nuovi casi rispetto ai tamponi effettuati. “Siamo agli stessi livelli di marzo, sopra i 10mila la settimana. La percentuale dei positivi è salita al 2,8%”. Un dato che “non vedevamo da marzo o aprile scorso”. E per il top manager dell’Azienda sanitaria conferma “una situazione che risulta abbastanza preoccupante”.

Ospedali e vaccini

Sulla rete ospedaliera l’aumento dei casi oggi non ha l’impatto generato sei mesi fa, grazie all’effetto delle vaccinazioni. Tuttavia resta il problema in rapporto a chi non ha eseguito la profilassi. Perché degli attuali 34 ricoverati “l’80% non è vaccinato; ma soprattutto c’è una differenza fondamentale”, ha spiegato Baldino. “I vaccinati sono tutti anziani, in una fascia di età compresa tra i 70-75 anni; tra i non vaccinati invece siamo attorno ai 40-45 anni”.

Per il direttore generale dell’Ausl, il merito di questa situazione è quindi del vaccino, che “protegge molto bene dagli esiti fatali della malattia: i vaccinati ricoverati erano già qui per altre ragioni, solo una volta in ospedale abbiamo scoperto che erano positivi”. E i non vaccinati? “Sono entrati in ospedale perché non respiravano, e avevano tutti quei sintomi che ormai conosciamo bene”. Insomma, “il vaccino protegge abbastanza bene dal rischio di contagiarsi, ma soprattutto protegge benissimo dal rischio di finire in terapia intensiva”.

In ospedale dunque “la situazione è ancora relativamente tranquilla”, ha detto Baldino. “In pronto soccorso siamo stabilmente sui 6 accessi Covid al giorno, comunque pochi”. Tuttavia “i ricoveri molto lentamente ma costantemente aumentano, mentre è più ondivago l’andamento di quelli in terapia intensiva, che ad oggi sono 3”.

 Cra, decessi e rientri

Passando al mondo delle case di riposo per anziani, le cosiddette Cra, in settimana sono stati riscontrati 5 positivi. “Sono tutti operatori, asintomatici e vaccinati con entrambe le dosi che non hanno portato il contagio agli ospiti. Proprio perché il virus sta circolando all’esterno, anche gli operatori possono contagiarsi, rappresentando una possibile via di ingresso del virus nelle Cra”. Questo però “non è ancora avvenuto per le procedure molto rigide di protezione individuale e distanziamento in atto; ma più aumentano i numeri e più diventa statisticamente possibile”.

In questo quadro, il dato più negativo per Baldino “è quello dei 5 decessi in una settimana, probabilmente dovuto anche ad un insieme di circostanze. Non ci aspettiamo quindi che rimanga così nelle prossime settimane e speriamo di avere ragione”. Sempre guardando all’andamento futuro, i vertici dell’Ausl si aspettano un aumento dei positivi per i tre fattori. “Stanno rientrando decine di migliaia di piacentini dalle ferie, e come accaduto l’anno scorso importeranno nella nostra provincia contagi; in più fra due settimane aprono le scuole e sta riprendendo l’attività lavorativa”.

Tuttavia, se in generale non vivremo più la situazione degli ultimi due anni, diverso sarà per per i non vaccinati. Per loro, ha concluso Baldino, anche a Piacenza “il rischio è lo stesso di marzo scorso e di marzo 2020”.

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