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Banca Etruria e il caso Boschi-Ghizzoni: gossip o questione di Stato?

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C’è una banca (Etruria) che è stata commissariata nel 2015. Perché è una banca. Se fosse stata una fonderia, avrebbe dovuto portare i libri in Tribunale. Secondo gli esperti le banche non devono fallire per tutelare i risparmiatori. E infatti i risparmiatori di Banca Etruria sono molto soddisfatti del suo commissariamento.

Salvare Banca Etruria

Poi c’è un sottosegretario. Si chiama Maria Elena Boschi. È molto carina, molto potente e vuole molto bene al suo papà. Che è stato vicepresidente di Banca Etruria. E gli vuole così bene che forse ha chiamato l’Amministratore delegato di Unicredit, la prima banca italiana, il piacentino Ghizzoni, e gli ha chiesto se lui può aiutare Banca Etruria. Come? Comprandola. Forse. Perché il sottosegretario nega. E il banchiere tace.

Etruria e il libro scomodo

Poi c’è l’ex direttore del Corriere della Sera, mica pizza e fichi, che è stato anche direttore del Sole-24 Ore: Ferruccio De Bortoli. In un libro scrive che la Boschi “chiese a Federico Ghizzoni di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria“. Niente di grave. Il problema è che la richiesta – se c’è stata – non è partita da uno qualsiasi, ma (all’epoca) da un ministro della Repubblica. E se uno più uno fa due, il sospetto è che l’allora ministro, oggi sottosegretario, potrebbe aver buttato sul piatto della richiesta la sua funzione. Pubblica.

Bagarre totale

Quando il libro “Poteri forti (o quasi)” esce 7 mesi fa, la bagarre è totale. La Boschi nega. De Bortoli ribadisce. Ghizzoni tace. Incalzato dai giornalisti, il top manager, anche se dal maggio 2016 non è più a capo dell’Unicredit, dichiara che risponderà a tutte le domande solo se verrà convocato dalla Commissione parlamentare sulle bancheBene, in un Paese normale, la Commissione manda a chiamare subito Ghizzoni e gli chiede cos’è successo in diretta streaming.

L’ossimoro della “querela civile”

In un Paese normale, il sottosegretario che si ritiene diffamato dal libro di De Bortoli, entro 90 giorni dalla pubblicazione dello stesso, presenta regolare querela alla Procura competente. Ma l’Italia non è un Paese normale. E la sottosegretaria Boschi lascia scadere il termine per presentare la querela. E 7 mesi dopo presenta quella che quasi tutta la stampa italiana chiama “querela civile”, facendo rivoltare il grande giurista Carnelutti nella tomba. Perché la querela civile non esiste. È un ossimoro, è come dire ghiaccio bollente o lucida follia. Si tratta di una causa civile di risarcimento danni. Causa civile che durerà anni, fino al pensionamento di Ghizzoni, De Bortoli e forse anche della Boschi.

Aspettando Ghizzoni

La Commissione banche intanto si è accapigliata fino all’ultimo sulla convocazione di Ghizzoni. E alla fine chi sosteneva che sentire l’ex Ad di Unicredit sarebbe stato solo gossip, ha capitolato, Pd in primis. Il banchiere prima di Natale sarà convocato a palazzo San Macuto. L‘unica che sa già cosa potrà dire è Maria Elena Boschi. E noi, come tutti gli altri, aspettiamo di conoscere le parole di Ghizzoni per sapere, finalmente, se si è trattato o no di una questione di Stato.  

Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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