Economia

Fattura elettronica: la bocciatura discutibile del Garante della Privacy

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Il Garante della Privacy, Antonello Soro

Fattura elettronica: il Garante della Privacy Antonello Soro si è svegliato dal suo lungo letargo e ha sentenziato che non risponde alle garanzie sulla tutela dei dati personali.
L’introduzione della fattura elettronica è prevista dal 1° gennaio 2019. Parte dal recepimento della direttiva europea 2014/55/UE del 16 aprile 2014, relativa alla fatturazione elettronica negli appalti pubblici. Nel 2016 viene estesa a tutti i rapporti privati/Stato. Infine, la legge 205 del 27 dicembre 2017 (legge di bilancio) prevede l’estensione della fatturazione elettronica anche ai privati, con decorrenza appunto dall’inizio del 2019.
Diciamo che il Garante ha avuto un anno di tempo per leggere la modifica. E si è  accorto del “grave vulnus” in zona Cesarini.

Fattura elettronica: cosa prevede

La fatturazione dovrà avvenire partendo da un programma elaborato dalla Sogei, società pubblica di coordinamento delle politiche fiscali. E sarà emessa in formato xml.
Per semplificare, la fattura elettronica, una volta inviata, arriverà all’Agenzia delle Entrate che la inoltrerà all’utente finale, archiviandone una copia nel proprio sistema. 
La fattura, dunque, invece che leggibile solo dal cliente, sarà disponibile anche per il FiscoTale differenza, secondo gli esperti, dovrebbe costituire uno spauracchio per gli eventuali evasori. E dovrebbe consentire l’emersione di circa due miliardi di euro di sommerso.

I dubbi di Soro

Premesso che chi evade oggi evaderà esattamente anche dopo il 1° gennaio, questi sono i dubbi del Garante: presso l’Agenzia delle Entrate si formerà un’enorme banca dati che tratterrà tutte le transazioni tra privati. Con la possibilità per il Fisco di “metterci il naso”. E di utilizzare le fatture per capire cosa compriamo, da quali malattie siamo affetti e a quali cure ci sottoponiamo, che scuole facciamo frequentare ai nostri figli. Insomma, di scoprire quali sono le nostre abitudini. In più, secondo Soro, tale enorme massa di dati potrebbe anche essere utilizzata per scopi non in linea con la “mission” del Fisco.

Ci sembra logico rispondere che il Fisco ha già oggi a disposizione tutta questa enorme massa di dati. Perché quando per esempio mettiamo in detrazione le spese mediche, lo stesso ha il sacrosanto diritto di richiederci la copia delle nostre fatture in forza dell’articolo 36 ter del D.P.R. 600/73 (controllo formale delle dichiarazioni). Con la sola differenza che domani non dovrà attendere che noi le forniamo. Premerà un tasto e le vedrà direttamente.

Fatture non “criptate”

Il Garante osserva anche che il contribuente ha la possibilità di chiedere all’Agenzia delle Entrate la copie delle proprie fatture che sarebbero così “non criptate”. Ma le fatture viaggiano in formato protetto. E per poterle decriptare (o meglio, renderle leggibili) è necessario avere una password che viene fornita dalla stessa Agenzia.  

Solo altri problemi

La fatturazione elettronica non è certo la panacea di tutti i mali e non sarà la bacchetta magica che farà emergere il sommerso. Magari qualcuno che ha il vezzo di emettere fatture fittizie ed annullarle subito dopo con note di credito o di emettere fatture vistosamente inferiori ai prezzi correnti, sapendo che le stesse transitano negli uffici del Fisco, sarà più prudente.

La sparata del Garante però avrà solo l’effetto di provocare un mezzo cataclisma negli uffici fiscali, che già non brillano per efficienza e velocità. E che dovranno adeguarsi ai nuovi diktat, col rischio di ritardare l’entrata in vigore della riforma. Insomma, l’ennesima tempesta in un bicchier d’acqua. Esattamente il contrario di quanto ci serve.

Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

2 Commenti

  1. “Ma se le fatture viaggiano in formato xml, sono criptate.”
    No!
    I dati all’interno di un file XML non sono criptati.
    Sono chiaramente leggibili con il blocco note di windows.

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