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Italia Viva: Renzi lancia il suo partito, gelo di Conte

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Italia Viva: questo è il nome del nuovo partito di Matteo Renzi. “Vogliamo parlare a quella gente che ha voglia di tornare a credere nella politica”, dice. E spiega il succo della sua decisione in un post su Facebook. “Ho deciso di lasciare il Pd e di costruire insieme ad altri una Casa nuova per fare politica in modo diverso” scrive Renzi. “Dopo sette anni di fuoco amico penso si debba prendere atto che i nostri valori, le nostre idee, i nostri sogni non possono essere tutti i giorni oggetto di litigi interni”.

Nel post non poteva mancare naturalmente un richiamo alla soluzione della crisi di governo, che rappresenta solo un punto di partenza per Italia Viva. “La vittoria che abbiamo ottenuto in Parlamento contro il populismo e Salvini è stata importante per salvare l’Italia, ma non basta”, prosegue Renzi. “Adesso si tratta di costruire una Casa giovane, innovativa, femminista, dove si lancino idee e proposte per l’Italia e per la nostra Europa”.

Zaino e Leopolda

“C’è uno spazio enorme per una politica diversa”, sostiene l’ex segretario del Pd. “Per una politica viva, fatta di passioni e di partecipazione. Questo spazio attende solo il nostro impegno. Lascio le polemiche e le dietrologie a chi sta nei palazzi. Io sorrido a tutti e auguro buon ritorno a chi adesso rientrerà nel Pd. E in bocca al lupo a chi vi resterà.
Per me c’è una strada nuova da percorrere. Lo faremo zaino in spalla, passo dopo passo.
La politica richiede proposte e coraggio, non solo giochi di corrente. Noi ci siamo. Offriamo il nostro entusiasmo a chi ci darà una mano. Offriamo il nostro rispetto a chi ci criticherà. Ma offriremo soprattutto idee e sogni per l’Italia di domani. Ci vediamo alla Leopolda”, conclude Renzi che da appuntamento alla kermesse fiorentina del 20 ottobre.

Italia Viva in Parlamento

Intanto si lavora alla compagine parlamentare di Italia Viva, che inizialmente dovrebbe contare su 25 deputati che fonderanno un gruppo autonomo e su 15 senatori inseriti nel Gruppo misto. “Nasceranno già questa settimana. E saranno un bene per tutti”, ha aggiunto Renzi in un’intervista. “Zingaretti non avrà più l’alibi di dire che non controlla i gruppi del Pd perché saranno ‘derenzizzati’. E per il governo probabilmente si allargherà il consenso parlamentare, l’ho detto anche a Conte. Dunque l’operazione è un bene per tutti”.

Premier perplesso

Ma con il premier, il leader di Italia Viva non dev’essere stato del tutto convincente. “Il presidente Conte ha ricevuto, ieri sera, una telefonata dal senatore Matteo Renzi, che lo ha informato della sua intenzione di lasciare il Pd e di formare nuovi gruppi autonomi in Parlamento”, spiegano all’Adnkronos fonti di palazzo Chigi. “Il premier, nel corso della telefonata, ha chiarito di non volere entrare nelle dinamiche interne a un partito. Ha però espresso le proprie perplessità su una iniziativa che introduce negli equilibri parlamentari elementi di novità, non anticipati al momento della formazione del governo”.

Per palazzo Chigi “rimane singolare la scelta dei tempi” di questa decisione annunciata da Renzi “subito dopo il completamento della squadra di governo”, visto che proprio “ieri hanno giurato, infatti, i viceministri e i sottosegretari”. Insomma, per le fonti vicine al premier, “se portata a compimento prima della nascita del nuovo esecutivo questa operazione, niente affatto trascurabile, avrebbe assicurato un percorso ben più lineare e trasparente alla formazione del governo”.

 

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