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Manovra 2023, Meloni: 35 miliardi per scelte politiche coerenti e utili al ceto medio

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Manovra 2023: “È figlia di scelte politiche, come era giusto che fosse; abbiamo concentrato le risorse sulle priorità; la considero una manovra coraggiosa, coerente con gli impegni presi con il popolo italiano e che scommette sul futuro”, ha detto Giorgia Meloni in conferenza stampa, parlando del provvedimento  varato ieri dal Consiglio dei ministri, alla base della prossima legge di bilancio che verrà discussa in Parlamento.

La premier si è detta “molto soddisfatta del lavoro fatto e dell’approccio da bilancio familiare” della manovra da 35 miliardi di euro. “Quando ti occupi del tuo bilancio e le risorse mancano non stai a preoccuparti del consenso ma di cosa sia giusto fare per far crescere la famiglia nel migliore dei modi; si fanno delle scelte e ci si assume delle responsabilità”. Senza dimenticare i tempi: “In appena un mese dall’insediamento del Governo “abbiamo scritto una legge finanziaria che ricalca e racconta una visione politica”.

Caro energia e bollette

Dei 35 miliardi, i provvedimenti destinati al caro energia sono pari a circa 21 miliardi di euro. “Confermiamo e aumentiamo i crediti di imposta, che passano dal 40% al 45% per le aziende energivore e dal 30% al 35% per le aziende non energivore”, ha aggiunto Meloni. Mentre per le bollette “lo Stato interviene per calmierare le bollette per le famiglie” portando a 15mila euro l’Isee, dunque “la platea delle famiglie per la quale lo Stato interviene per calmierare bollette si allarga”.

Cuneo fiscale, primo passo

La premier, ha poi evidenziato che nella manovra è presente il taglio del cuneo fiscale. “Confermiamo il taglio del 2% per i redditi fino a 35mila euro, ma aggiungiamo un 1% di taglio del cuneo, che arriva al 3% per i redditi fino a 20mila euro”. Si tratta di “una misura che aiuta i redditi più bassi. Al netto dell’intervento sull’energia, è la più costosa, oltre 4 miliardi al netto. Se oggi non avessimo avuto il problema delle bollette, avremmo fatto un intervento più significativo sul cuneo”. Comunque ha chiosato Meloni, “a me pare che il segnale sia stato chiaro”.

Famiglia e congedi

Nella manovra “1,5 miliardi sono stati destinati alle famiglie, un impegno che non credo abbia precedenti nei governi recenti”, ha affermato la premier. “Noi abbiamo sempre detto che il nostro primo impegno, ancor prima del cuneo, era il sostegno alla natalità, perché se continuiamo a guardare all’oggi senza pensare al domani nulla reggerà, a partire dal welfare. In passato si è fatta la scelta di guardare all’oggi, noi abbiamo fatto una scelta diversa. Per noi le due scelte fondamentali sono cuneo fiscale e famiglie “.

A tal proposito, per Meloni “una misura importante è quella sul congedo parentale. Era retribuito al 30%, noi abbiamo aggiunto un mese di congedo facoltativo ma retribuito all’80%, fino ai 6 anni di vita del bambino. Una scelta che introduce una specie di salvadanaio del tempo che le madri possono utilizzare in caso di difficoltà evitando di incorrere in situazione economiche difficili”.

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