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Piacenza, Amministrazione Tarasconi sotto accusa: ecco l’esposto top secret presentato al Prefetto dai consiglieri di centrodestra

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Piacenza: Amministrazione Tarasconi sotto accusa. Da alcuni giorni in città si parla di un esposto presentato al Prefetto Paolo Ponta da diversi consiglieri comunali di minoranza del centrodestra. Un “dossier” finora rimasto top secret.

L’esposto, datato 27 giugno, è firmato da otto consiglieri di palazzo Mercanti: Sara Soresi, Gloria Zanardi, Nicola Domeneghetti (Fratelli d’Italia); Luca Zandonella (Lega); Massimo Trespidi, Patrizia Barbieri, Federica Sgorbati, Barbara Mazza (Lista civica Barbieri-Liberi).

Nel documento, che riproponiamo integralmente (Clicca qui per vedere la copia dell’originale), gli esponenti della minoranza segnalano all’attenzione del Prefetto Ponta una serie di fatti “in ordine al mancato rispetto dei principi di trasparenza da parte dell’Amministrazione comunale, con pregiudizio all’espletamento del mandato consiliare”.

A seguire, riportiamo sempre in versione integrale la nota sullo scontro con la minoranza inviata ieri alla stampa dall’Amministrazione di centrosinistra; così come la risposta di oggi alla maggioranza, arrivata da Lista Barbieri-Liberi, Lega e FdI.


L’esposto al Prefetto di Piacenza

«Gli scriventi Consiglieri, nell’ambito delle loro attribuzioni, intendono portare all’attenzione di Codesta Ill.ma Prefettura alcuni fatti accaduti nell’arco degli ultimi mesi e che, per semplicità espositiva, saranno trattati per punti.

Nel mese di aprile e maggio 2024, il Collegio dei Revisori dei Conti ha inviato alla Presidente del Consiglio Comunale – Paola Gazzolo – verbali riguardanti la pratica “Piazza Cittadella” con la preghiera che gli stessi fossero inviati a tutti i Consiglieri Comunali. Detti verbali non ci sono stati inviati se non successivamente a nostre rimostranze. In data 22.06.2024, gli scriventi Consiglieri Comunali hanno appreso dalla stampa dell’esistenza di nuovo verbale dei Revisori dei Conti, anch’esso non inviatoci nonostante espressa richiesta, da parte del Collegio, di invio a tutti i Consiglieri. Nonostante reiterate richieste – sia per le vie brevi, sia a mezzo mail istituzionale – il Presidente del Consiglio omettendo di attivarsi prontamente, ha trasmesso solo ieri alle 16,51 detta documentazione. La circostanza sarebbe ancor più grave, tra l’altro, se si scoprisse che detto verbale è pervenuto al Presidente del Consiglio in data antecedente al Consiglio Comunale dedicato alla pratica “Piazza Cittadella”, tenutosi il 17.06.2024 durante il quale si è proceduto a votazioni che avrebbero potuto tener conto del verbale dei Revisori;

su istanza della minoranza consigliare – così come previsto dal Regolamento del Consiglio Comunale – è stata richiesta la convocazione di apposito Consiglio Comunale sul tema “Piazza Cittadella”. Il Consiglio è stato convocato per il 03.06.2024. In quella data, la maggioranza consigliare ha abbandonato l’aula, facendo venire meno il numero legale, non permettendo – in questo modo – la prosecuzione del Consiglio Comunale convocato su richiesta della minoranza;

in data 12.06.2024 è stata convocata la Commissione n. 5 (Prevenzione e contrasto delle mafie e della corruzione, promozione della cultura della legalità) allo scopo di approfondire la documentazione riguardante la c.d. “bancabilità”, pervenuta presso il Comune di Piacenza in riferimento alla pratica “Piazza Cittadella”. In quell’occasione, il Presidente della Commissione n. 5 (Consigliere Massimo Trespidi), aveva chiesto l’audizione di alcuni dirigenti. Nella mattinata del 12.06.2024, il Sindaco di Piacenza – Katia Tarasconi – ha inviato comunicazione a mezzo mail al Presidente Trespidi in cui annunciava che, non ritenendo opportuna e necessaria la presenza dei dirigenti, questi sarebbero stati sostituiti dal Sindaco e dall’Assessore Matteo Bongiorni. Ciò, in sfregio al Regolamento del Consiglio Comunale di Piacenza, che non prevede affatto una simile possibilità ma che, anzi, legittima le Commissioni all’audizione di dirigenti e personale dell’Ente. Si fa peraltro presente che la richiesta di audire i dirigenti discende da un’iniziativa intrapresa dalla maggioranza consiliare;

in più occasioni, ai Consiglieri Comunali di minoranza, è negato l’accesso agli atti con motivazioni che richiamano normative applicabili ai cittadini e non a coloro che rivestono la carica di Consigliere Comunale (ciò è accaduto anche in occasione della richiesta in ordine alla “secretata” delibera di giunta del 19.3.24 sul cd. Appaltone). In altri casi, all’accesso agli atti non viene risposto o viene risposto oltre il termine previsto dal Regolamento Comunale. Medesima sorte spetta alle interrogazioni: molte di quelle che richiedono risposta orale non risultano ancora trattate (alcune risalgono quasi a due anni fa) mentre quelle che richiedono risposta scritta (che, di regola, deve avvenire entro trenta giorni dal deposito), non rispettano il termine previsto;

il sito web dedicato all’Amministrazione trasparente risulta non aggiornato dal 18.06.2024. Per questo motivo, il 21.06.2024, i capigruppo Soresi Sara, Zandonella Luca hanno inviato comunicazione a mezzo mail – indirizzata alla Segreteria ed al Presidente del Consiglio Comunale – per chiedere l’invio dell’elenco delle delibere e determine approvate nei giorni in cui il sito web risultava non attivo. Ad oggi, il sito web risulta ancora non aggiornato, non è pervenuto l’elenco richiesto e non è giunto alcun riscontro alla richiesta dei capigruppo;

la delibera di giunta n. 61 del 19.03.2024, oggetto di impugnazione avanti il TAR Parma, è stata inizialmente secretata. Solo successivamente a nostre rimostranze, è stata resa visibile sul portale dedicato all’Amministrazione trasparente. Inoltre, le linee guida per la “valutazione di proposte di finanza di progetto afferenti la gestione associata dei servizi di gestione e conduzione degli impianti di climatizzazione estiva ed invernale e degli impianti elettrici degli impianti comunali, impianti di pubblica illuminazione, impianti semaforici, compresa la fornitura dei vettori energetici e l’implementazione e gestione di sistemi di smart city e fibra ottica” sono state individuate con determinazione dirigenziale n. 675 del 18.03.2024, a firma del Dott. Canessa, senza essere preventivamente sottoposte al vaglio del Consiglio Comunale, in violazione dell’art. 42 T.U.E.L.;

in più circostanze, un Consigliere Comunale (On. Paola De Micheli) ha richiesto parere legale per conto dell’Ente Comunale senza alcuna tipologia di incarico formale. Il Comune di Piacenza – in assenza di qualsivoglia incarico o affidamento esterno – ha posto detto parere (non si sa in base a quale procedura) alla base delle sue decisioni, addirittura al fine di controbattere ai rilievi presentati dal Collegio dei Revisori dei Conti;

per oltre sei mesi il Comune di Piacenza ha avuto, tra i suoi dipendenti, persona (Sig.ra Daniela Zignani) condannata in secondo grado, con pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Successivamente alla vincita del bando, la Sig.ra Zignani ha preso regolare servizio e non risulta essere stata provvisoriamente sospesa in attesa del giudizio definitivo, così come invece è previsto dalla legge;

il Sindaco di Piacenza ha attribuito ad unica persona – Dott. Luca Canessa – incarichi tra loro incompatibili: lo stesso riveste, invero, la carica di Direttore generale, Segretario Generale, Responsabile Risorse Umane, Responsabile servizio Smart, Responsabile Gare e Contratti, Responsabile Servizio Personale, Responsabile Servizio anticorruzione, componente ufficio per i procedimenti disciplinari. Inoltre, in alcune pratiche, si è nominato quale R.U.P. (Responsabile Unico del Procedimento). Eppure, l’autorità nazionale anti corruzione ANAC ha rilasciato due pareri del seguente tenore: “E’ da escludersi che il responsabile dell’anticorruzione sia designato a svolgere le funzioni di Responsabile Unico del procedimento (RUP) negli appalti e nelle concessioni in quanto area ad alto rischio corruttivo. Tale orientamento è volto ad evitare che si creino eventuali situazioni di conflitto di interessi tra le due funzioni” e “Il segretario Comunale, che riveste anche la qualifica di responsabile di un’area organizzativa con posizione apicale, può essere nominato Responsabile anticorruzione se l’area organizzativa non corrisponde a settori tradizionalmente esposti al rischio corruzione (es. ufficio contratti e gestione patrimonio)”;

a ciò si aggiunga che, in due occasioni, e sempre alla vigilia dei Consigli Comunali dedicati alla pratica “Piazza Cittadella”, l’Amministratore Unico di Piacenza Parcheggi, Filippo Lodetti Alliata, ha usato rilasciare dichiarazioni sulla stampa nelle quali, di fatto, ha minacciato possibili querele nei confronti dei Consiglieri Comunali, influenzando così la serena discussione all’interno del consesso;

A disposizione per eventuali richieste nonché per la produzione di documentazione attestante quanto sostenuto, cogliamo l’occasione per porgere deferenti ossequi, pregando di comunicare l’eventuale provvedimento di archiviazione della presente segnalazione».


La nota dell’Amministrazione Tarasconi

«Stiamo tentando di far crescere Piacenza. Lo stiamo facendo davvero con tutte le nostre forze e con un unico, immutabile obiettivo: il bene dei piacentini di oggi e di domani. Far crescere una città capoluogo, il suo territorio e con essi la sua comunità, il suo tessuto economico, i suoi servizi, è un’operazione complessa che si svolge su tanti, tantissimi fronti tutti legati a doppio filo tra loro. Non può che essere un immenso lavoro di squadra. Affinché ciò avvenga, affinché Piacenza cresca, la città tutta ha bisogno di un dibattito politico e pubblico che sia improntato alla costruttività. Un dibattito positivo anche quando c’è differenza di visioni, anche quando non si va d’accordo, anche quando c’è contrasto su temi specifici. E in tale dibattito le opposizioni in Consiglio comunale – che è il Parlamento della nostra città – hanno un ruolo fondamentale, non solo di controllo e di critica ma di proposta, di spunto, di ispirazione. Il nostro approccio era, è sempre stato ed è tuttora questo dal giorno stesso in cui ci siamo messi al servizio di Piacenza nei ruoli che oggi ricopriamo come amministratori del Comune. Un approccio positivo, dunque, anche e soprattutto con riferimento al sacrosanto e indispensabile dibattito politico tra giunta, maggioranza e opposizioni.

Siamo sicuri che oggi a Piacenza il confronto politico in Consiglio comunale sia sano? A noi, in tutta sincerità e con il cuore in mano, pare davvero di no. Assistiamo a un’azione politica, quella delle opposizioni, fatta a suon di richieste di accesso agli atti che paiono finalizzate più a ostacolare il lavoro di chi amministra che a conoscere realmente le questioni. Offriamo solo alcuni numeri a nostro avviso indicativi, e poi il giudizio lo lasciamo a chi legge: nel 2018 le richieste di accesso agli atti sono state 34 in tutto, spalmate sui dodici mesi, mentre dall’inizio del 2024 ad oggi ne sono arrivate 127. Stiamo parlando 127 richieste di accesso agli atti in sei mesi. E nel 2023 le richieste sono state 140. In media, invece, nel periodo compreso tra il 2018 e il 2022, le richieste di accesso agli atti si aggiravano tra i 35 e 45 all’anno. Ci chiediamo, e chiediamo ai cittadini: è normale, è sano, è costruttivo questo modo di fare opposizione?

E ancora, l’azione delle opposizioni viene fatta anche a suon di esposti che, guarda caso, finiscono regolarmente e istantaneamente sui giornali (che comprensibilmente e legittimamente ne danno notizia), quasi fossero strumenti mediatici tipici di campagne elettorali improntate forse più alla rabbia che al confronto sui temi reali, sui temi che riguardano da vicino i cittadini.

Ma non solo. Siamo di fronte a un’opposizione che pare non farsi scrupoli nel rivolgere attacchi durissimi anche nei confronti di dipendenti comunali che all’interno dell’Ente hanno un ruolo prettamente tecnico e non politico. Una sorta di strategia, quest’ultima, che non ha davvero precedenti nella storia ma che sembra ormai consolidata.

Lo ribadiamo: il nostro approccio rispetto al confronto politico è sempre stato positivo e improntato alla trasparenza, che consideriamo sacra e non solo perché è un obbligo di legge. Non ci ha mai sfiorato l’idea di barricarci nei “nostri” uffici che occupiamo solo pro tempore, per la durata dei nostri incarichi pubblici, ma che in realtà non sono nostri ma sono dei piacentini; sia quelli che nel 2022 hanno deciso di darci fiducia eleggendoci alla guida del Comune, sia quelli che non ci hanno dato fiducia ma per i quali lavoriamo con la stessa identica energia se non di più. Non ci ha mai sfiorato l’idea di essere infallibili. Al contrario, cerchiamo ogni giorno di confrontarci ad ogni livello (con tutti, e non solo con alcuni!) per migliorare, per fare scelte più adeguate, per essere più efficaci nella nostra azione di governo al servizio della comunità.

Un dibattito costruttivo dunque; ecco cosa pensiamo serva a Piacenza se davvero vogliamo che cambi marcia, che si sviluppi, che si proietti nel futuro in modo competitivo in una società che già di suo ha cambiato velocità in tutti i settori e in tutti i territori. Ciò che non serve a Piacenza è un dibattito politico che si abbassa inesorabilmente fino a trasformarsi in una sorta di lotta nel fango. Siamo convinti che sia questo ciò che vedono, loro malgrado, i piacentini. Non vedono, purtroppo, una dialettica che, pur rispettando il gioco delle parti, pur nella differenza di opinioni, resta civile, “alta”, produttiva.  Ci sembra di essere di fronte a una sorta di costante, perenne tensione alla rissa, all’attacco feroce a prescindere da tutto, anche dal bene della collettività e del suo futuro. Un futuro che si avvicina sempre più rapidamente, senz’altro più rapidamente rispetto anche a pochi, pochissimi anni fa. Oggi chi si impantana nel guano di dinamiche da campagna elettorale perenne, rimane al palo. Ne siamo davvero convinti. Ecco perché non ci spieghiamo questa foga nell’attaccare a prescindere e con ogni mezzo qualsiasi azione poniamo in essere, qualsiasi iniziativa adottiamo, qualsiasi decisione prendiamo avendone diritto per la fiducia che ci è stata concessa, e che non è scontata ma che, al contrario, dobbiamo meritarci. Ed è ciò che ogni giorno, con impegno, dedizione, fatica ed entusiasmo tentiamo di fare». 


La risposta del centrodestra di Piacenza

«I saggi suggeriscono di non prendere iniziative quando si è poco lucidi. Il rischio, infatti, è quello di mostrare la propria debolezza con uscite fuori luogo ed inappropriate.

Ma questa Amministrazione, certo famosa per il mancato ascolto dei cittadini e della minoranza, non pare ascoltare nemmeno gli antichi detti, partorendo comunicati stampa, come quello di ieri, vaneggianti, privi di contenuto, inveritieri, al limite dell’offensivo, ed in grado di mostrare la vera faccia di questa Amministrazione: arrogante, poco lucida, aggressiva, non rispettosa dei diritti dei consiglieri tutti.

Un comunicato che non risponde in alcun modo nel merito delle questioni da noi sollevate ma che si limita a voler impartire lezioni di buona e corretta politica utilizzando modi e terminologie che di buona politica non hanno nulla.

Ebbene, a questi attacchi  – che rispondono solo all’evidente rancore covato da un’amministrazione incapace di rispondere alle legittime richieste della minoranza e della cittadinanza, da un’amministrazione che si trova in una posizione di evidente difficoltà ed imbarazzo per tutto ciò che sta accadendo – rispondiamo con i fatti.

I fatti sono che i numerosi accessi agli atti (diritto inviolabile di ogni consigliere) sono figli della mancata trasparenza che caratterizza questa Giunta, tanto che l’Amministrazione si è furbescamente dimenticata di dire che tra gli accessi agli atti presentati ci sono anche quelli dei consiglieri di maggioranza (circostanza, questa, piuttosto anomala, che ben può far intendere quale sia la realtà in tema di trasparenza). Così come furbescamente si è dimenticata di accennare ai tanti accessi agli atti ai quali non è stata data risposta o, addirittura, è stato dato diniego.

I fatti sono che è grazie al lavoro di questa minoranza e dei suoi accessi agli atti che è stata scoperta la falsità della fideiussione riguardante la pratica Piazza Cittadella, una pratica ancora arenata non certo per colpa dell’opposizione, ma perché i termini contrattuali fissati dal contratto e dall’Amministrazione stessa sono puntualmente disattesi, nel totale silenzio dell’attuale maggioranza.

I fatti sono che, in più occasioni, abbiamo sollevato criticità in riferimento alla procedura adottata per il c.d. “appaltone” per calore, luce ed energia e – dopo poco meno di un mese – quella stessa procedura è stata oggetto di impugnazione, attualmente pendente avanti al Tar.

E, ancora, i fatti sono che chi ha osato sollevare criticità in merito a queste due pratiche, è stato demansionato (vedasi avvocatura) o silenziato (vedasi revisori). E’ infatti notizia di ieri quella del tentativo della maggioranza di far saltare la Commissione fissata per il prossimo mercoledì, nella quale devono essere sentiti proprio i Revisori dei Conti.

Affermare, come ha fatto il Sindaco, che esercitare il nostro diritto di controllo su tematiche quali Piazza Cittadella e nuovo “appaltone” significa porre in essere un’opposizione ostruzionistica e poco costruttiva, è allora offensivo non solo per noi consiglieri di minoranza ma per tutta la cittadinanza, che ha dimostrato un forte interesse per queste pratiche e che puntualmente ci esorta a proseguire nell’approfondimento di qualcosa che necessita di essere chiarito.

Alla luce dei fatti, considerando che l’Amministrazione ben se ne guarda dal risponderci nel merito delle diverse questioni, ci terremmo ad ottenere risposta ad una semplice domanda: se, come sostiene il Sindaco, il suo approccio è così improntato alla collaborazione ed alla trasparenza, perché c’è così tanta reticenza nel mostrare i documenti alla minoranza e ai consiglieri tutti, al rispondere alle domande e ad ascoltare pubblicamente chi ha sollevato necessità di approfondimento sulla correttezza di pratiche connotate da incontrovertibile  interesse pubblico?».

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