Daniela Santanchè: per la ministra del Turismo è arrivato il rinvio a giudizio sul caso Visibilia. La decisione è stata presa stamattina dal Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Milano Anna Magelli. L’accusa è di concorso in falso in bilancio relativa alle comunicazioni sociali della società tra il 2016 e il 2022.
Oltre a Santanchè, che non era presente in aula, sono stati rinviati a giudizio – prima udienza il prossimo 20 marzo – altri 15 imputati; compresi il compagno della ministra Dimitri Kunz, l’ex compagno Giovanni Canio Mazzaro, la sorella Fiorella Garnero, la nipote Silvia Garnero. A loro si aggiunge una società, Visibilia srl in liquidazione, si legge su Avvenire. La giudice Anna Magelli ha infatti accettato il patteggiamento di Federico Celoria, ex consigliere di amministrazione, e delle altre due società indagate, Visibilia Editore ed Editrice, che avevano proposto una sanzione amministrativa.
Si tratta delle aziende del Gruppo fondato dalla stessa senatrice di Fratelli d’Italia. E nel quale, aggiunge Rainews, Santanchè aveva lasciato ogni incarico nel 2022, per poi cedere definitivamente le sue quote alla vigilia di Natale 2024 (tramite la vendita del 75% della controllante Athena Pubblicità agli svizzeri di Wip Finance).
Le accuse e la difesa
Le indagini del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Milano, coordinate dalla Procura del capoluogo lombardo, erano nate su input di alcuni soci di minoranza, tra cui il finanziere Giuseppe Zeno (parte civile insieme ad altri due piccoli azionisti).
Al centro dell’inchiesta la presunta omissione da parte dei vertici societari di “ogni attività di accertamento” sul bilancio della Visibilia Editore, quotata sul mercato gestito da Borsa Italiana, con il fine “di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto” e con l’effetto finale di indurre in errore gli investitori e mettere a rischio la continuità della società. Secondo le accuse dei pm, spiega ancora Avvenire, per sette anni i bilanci sarebbero stati truccati per nascondere “perdite” milionarie, ingannando gli investitori, e di conseguenza per continuare a trarre “profitto” da società ancora attive.
Tra le contestazioni, continua Il Giorno, c’è quella relativa all’iscrizione ”nell’attivo dello stato patrimoniale” nei bilanci della Visibilia Editore, dal 2016 al 2020, dell’avviamento (il valore intrinseco della società, ndr) per cifre che vanno dagli oltre 3,8 milioni di euro a circa 3,2 milioni, senza procedere” alla ”integrale svalutazione” già nel dicembre 2016.
“È una decisione che ci aspettavamo ma che ci lascia l’amaro in bocca. Dimostreremo l’estraneità dalle accuse in dibattimento”, ha commentato a caldo l’avvocato Niccolò Pelanda, legale di Daniela Santanchè, dopo il rinvio a giudizio della titolare del ministero del Turismo.
Le altre indagini
Il provvedimento del Gup milanese rischia di avere pesanti ripercussioni politiche sul Governo presieduto da Giorgia Meloni, con le opposizioni che chiedono già a gran voce le dimissioni di Santanchè dall’Esecutivo. Tra l’altro, il prossimo 29 gennaio la Cassazione dovrà decidere sulla competenza tra Milano o Roma sul caso in cui la ministra con altri risponde di truffa aggravata ai danni dell’Inps. L’inchiesta è relativa alla cassa integrazione in Visibilia durante il periodo del Covid. In più, Santanchè è anche indagata per bancarotta dopo il fallimento di Ki Group srl, società del bio-food.
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