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Tulliani arrestato a Dubai e adesso Fini trema

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Giancarlo Tulliani e Gianfranco Fini

Tulliani arrestato a Dubai. E ora il cognatissimo di Gianfranco Fini, che di nome fa Giancarlo, è in attesa dell’estradizione. Partiamo dall’inizio. Un’anziana signora regala la sua casa di Montecarlo ad Alleanza Nazionale. All’epoca, Fini ne è il segretario. Dopo An vende l’immobile di Boulevard Princesse Charlotte 14 a una società offshore. Si tratta della Printemps, che – afferma il Gip di Roma, Simonetta D’Alessandro, nell’ordinanza di custodia cautelare – è “riconducibile a Giancarlo Tulliani, che ha abitato nell’appartamento in questione. E ha lì trasferito la sua residenza il primo gennaio 2009. Tulliani, del resto, risulta iscritto all’Aire -Ambasciata d’Italia Monaco, proprio dal primo gennaio 2009, con l’indirizzo BD Princesse Charlotte 14”. Tulliani, a sua volta, è riconducibile a Fini, essendone il cognato. E dato che si parla di Montecarlo, possiamo concludere con un “tout se tient”.

Un coglione o un corrotto?

All’epoca, siamo nel 2010, Fini aveva dichiarato di essere “un coglione ma non un corrotto”. Col passare degli anni i dubbi sono più che mai vivi. Infatti pare che i giudici di Roma lo avessero attenzionato in quanto “il prezzo di quest’ultima compravendita veniva fissato in € 330.000,00, vale a dire proprio la cifra bonificata dal conto caraibico di Corallo”. Tra l’altro, all’epoca si disse che il prezzo pagato dalla Printemps fosse vergognosamente più basso dei prezzi di mercato di Montecarlo.

Il re delle slot

E Corallo chi sarebbe? Francesco Corallo è il “re delle slot machines e dei videopoker”. Anche questa definizione non è nostra, ma della Guardia di Finanza che già nel 2007 lo aveva indagato per una maxitruffa ai danni dei Monopoli di Stato. Corallo è stato arrestato il 13 dicembre dello scorso anno, assieme a Rudolf Theodoor, Anna Baetsen, Alessandro La Monica, Arturo Vespignani e Amedeo Laboccetta. Sempre secondo il Gip di Roma erano tutti ritenuti membri di un’associazione a delinquere a carattere transnazionale, dedita al riciclaggio di denaro tra Italia, Olanda, Antille Olandesi, Principato di Monaco e Santa Lucia.

Dal peculato al riciclaggio

Ma i soldi da dove arrivavano? Dal mancato pagamento delle imposte sul gioco online e sulle video-lottery. I reati contestati erano peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. E il Gip aveva disposto la custodia cautelare in carcere anche per Tulliani. Tra il 2008 e il 2015, scriveva, si è reso responsabile di “numerosi episodi di riciclaggio”, reati che “potrebbe reiterare”.

Famiglia unita

Tulliani, abbandonato l’esilio dorato ma un po’ demodé di Montecarlo, ha raggiunto Dubai. E il Gip ha aggiunto che i numerosi episodi di riciclaggio, oltre a Tulliani, avrebbero  coinvolto anche la sorella Elisabetta e lo stesso FiniInfatti il giudice romano nello scorso maggio aveva anche firmato un provvedimento di sequestro nei confronti di Fini. L’ex presidente della Camera veniva inquadrato non come la vittima di una manovra ai suoi danni. Ma come un soggetto che avrebbe avuto una “centralità progettuale e decisionale”, consapevole di chi fosse Francesco Corallo, e cioè il “titolare di un’impresa eminentemente criminale”. Possiamo leggere tra le righe che a Fini è stato risparmiato il carcere solo per il suo passato istituzionale.

Estradizione in forse?

È divertente e istruttivo il modo in cui Tulliani è stato arrestato. Lo riferisce il suo avvocato italiano, Titta Madia. “Giancarlo Tulliani si era recato alla polizia perché si lamentava del fatto che c’erano dei giornalisti che lo seguivano. E la polizia, nel raccogliere la sua denuncia, ha visto il mandato di cattura internazionale e lo ha arrestato”. Ma l’estradizione del cognatissimo non è così pacifica come potrebbe sembrare. L’Italia ha in ballo un trattato per l’estradizione con Dubai, ma non è ancora stato ratificato dal Parlamento. Nascerà un altro caso Battisti o Dubai, che è uno Stato molto più prosaico del Brasile, sarà meno titubante? E l’arrivo di Tulliani in Italia potrebbe far precipitare la posizione di Fini? Vedremo. Rino Formica una volta ha detto che “la politica è sangue e merda”. E qui di sangue se ne vede davvero poco.

Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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