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Alberti Casellati presidente del Senato: prima donna a Palazzo Madama

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Maria Elisabetta Alberti Casellati è la prima donna eletta presidente del Senato. Veneta (è nata a Rovigo nel 1946), la Casellati è tra i fondatori di Forza Italia nel 1994. Da allora, l’avvocato matrimonialista (nota per aver difeso Stefano Bettarini nella causa di divorzio con Simona Ventura) è stata a Palazzo Madama (tranne che nella XIII legislatura) fino al 2014. All’epoca Casellati lascia il Senato perché viene eletta dal Parlamento in seduta comune membro del Consiglio superiore della magistratura. Negli anni è stata anche sottosegretario alla Giustizia e alla Salute dei governi Berlusconi.

Casellati: un’unica polemica

Unica polemica pungente e personale della neo presidente di Palazzo Madama qualche anno fa (era il 2005) con Gian Antonio Stella. Il motivo? Un articolo sul Corriere della Sera dove Stella parlava dell’assunzione della figlia Ludovica al ministero della Salute di cui Casellati all’epoca era sottosegretario. A Marco Travaglio, direttore del Fatto, che glielo ricordava in tv, Casellati ha risposto annunciando querela: “Mia figlia si è licenziata dal suo impiego per lavorare con me in un rapporto fiduciario, anche rimettendoci economicamente”. Di conseguenza, la Casellati è “senza macchia e senza paura”, proprio come richiesto da Di Maio.

Casellati: notte in bianco

La sua elezione a seconda carica dello Stato però non è stata indolore, anzi. Ieri la serata in Parlamento si era conclusa con la clamorosa rottura del centrodestra, definita dal direttore del Tg7 Enrico Mentana come “una bomba termonucleare”. Il motivo? L’insistenza cocciuta di Berlusconi sul nome di Paolo Romani. A cui era seguita la “mossa del cavallo” di Salvini: ha fatto votare Anna Maria Bernini, senatrice di Forza Italia e gradita a Berlusconi, dai senatori leghisti. Il tutto ha portato alla conseguente rottura tra Berlusconi e Salvini, e al passo indietro della Bernini. Ma la notte ha portato consiglio. E il vertice del centrodestra di stamattina a Palazzo Grazioli ha risolto il problema con la convergenza sul nome della Casellati, altra fedelissima del leader di Arcore.

Fico a Montecitorio

E Di Maio? Berlusconi non perdona. A fronte del veto grillino su Romani, ha espresso a sua volta un veto ancor più immotivato sul candidato 5 Stelle a Montecitorio, Riccardo Fraccaro. E Di Maio ha risposto: Fraccaro fa un passo indietro, lasciando spazio a Roberto Fico. Così, come previsto, l’esponente dell’ala ortodossa dei 5 Stelle diventa presidente della Camera.
I giochi sono fatti, con generale soddisfazione. Ma non c’è tempo per gioire. Dai primi di aprile inizia il secondo round della nuova legislatura: le consultazioni di Mattarella per formare il nuovo Governo. E al Quirinale la partita sarà tutta da giocare e molto più difficile.

Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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