Attualità

Covid-19: per Report il paziente uno era in una clinica di Piacenza

covid-19-report-paziente-uno-in-una-clinica-di-piacenza
Il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci

Report mette Piacenza nel mirino. Il programma di Rai3 condotto da Sigfrido Ranucci stasera propone un’inchiesta sul “paziente 1”. Secondo la trasmissione non sarebbe Mattia, il 38enne di Codogno; ma un anziano ricoverato nella Casa di Cura Piacenza e trasportato da operatori sanitari con tute da biocontenimento.

Un’altra storia

Per l’inchiesta di Report, l’uomo, in seguito deceduto e solo successivamente risultato positivo al Covid-19, potrebbe quindi essere il “paziente uno” italiano, come anticipa Repubblica. Da chi arriva la rivelazione? Ci sarebbero le parole di un’infermiera della clinica della città emiliana martoriata dall’epidemia; casa di cura dove oggi sono in malattia 150 operatori su 250. Ma non basta: tra loro ci sarebbero ammalati precedenti al primo caso ufficiale di coronavirus a Codogno. Naturalmente si parla anche di uno dei chirurghi della clinica, risultato positivo a Tenerife mentre era in vacanza con la moglie e altri familiari.

Report, le 2 circolari

Lasciata Piacenza, Report fa anche un’altro scoop. Si tratta di una circolare, datata 22 gennaio, del ministero della Salute che in una prima versione fornisce due indicazioni per individuare il Covid-19. La prima è cercare un collegamento con la Cina nei pazienti sospetti; la seconda è fare attenzione alle polmoniti che non reagscono alle normali cure del caso. Questa seconda indicazione scompare misteriosamente in una nuova circolare di cinque giorni dopo. E solo il 9 marzo, a epidemia conclamata riappare in una nuova stesura.

La smentita dell’Ausl

Secca la smentita dell’Ausl di Piacenza: “Nessun trasporto con dispositivi di protezione individuale per biocontenimento fatti dalle Case di Cura Piacenza e Sant’Antonino tra gennaio e febbraio”. Che nella nota divulgata alla stampa prosegue: “In riferimento all’articolo comparso sul quotidiano Repubblica in data odierna a firma di Alessandra Ziniti, in cui si anticipano i contenuti della trasmissione Report, in onda questa sera, l’Azienda Usl di Piacenza precisa quanto segue.

Nei mesi di gennaio e febbraio 2020 i mezzi della sistema Emergenza Urgenza 118 di Piacenza non hanno fatto alcun intervento di trasporto indossando Dispositivi di Protezione Individuale per biocontenimento per pazienti in uscita né dalla Case di Cura Piacenza né dalla Casa di Cura San’Antonino.

Non trova alcuna corrispondenza nei registri della Centrale operativa 118 Emilia Ovest nemmeno il riferimento a un altro trasporto che, secondo l’articolo, sarebbe avvenuto il 17 febbraio dalla Casa di Cura Sant’Antonio. In quella data non risultano trasporti in urgenza verso l’ospedale di pazienti anziani che sia poi risultati positivi al virus covid-19.

Si fa invece presente come, nell’ambito della complessa emergenza affrontata dal nostro sistema sanitario provinciale dal 21 febbraio in poi, le Case di Cura Piacenza e Sant’Antonino si siano prontamente messe a disposizione della comunità. Le due strutture private accreditate gestiscono attualmente 170 posti letto dedicati ai malati covid, su un totale di 750 posti letto provinciali dedicati all’assistenza ai pazienti positivi, regolati secondo un accordo sottoscritto dalla Regione Emilia Romagna con Aiop. La scelta maturata dalla proprietà delle due Case di Cura è stata caratterizzata da un forte senso di responsabilità nei confronti del territorio. La collaborazione e l’apporto del privato sono stati essenziali per affrontare la complessità della situazione. Tra l’altro, nella Casa di Cura Piacenza sono state trasferite le attività di Pronto soccorso ortopedico e di Chirurgia senologica dell’ospedale di Piacenza, che erano state temporaneamente sospese per affrontare l’emergenza”.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.