Cultura

Fasti Farnesiani: alla mostra di Piacenza scoppia il caso dell’ex direttore artistico Andrea Bricchi

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Da sinistra: Fiazza, Antonella Gigli, Bricchi e Antonio Iommelli

Fasti Farnesiani: parla l’imprenditore Andrea Bricchi. L’ex direttore artistico degli eventi collaterali alla mostra su Elisabetta Farnese – sollevato dall’incarico dal Comune di Piacenza poco dopo essere stato presentato come tale dall’assessore alla Cultura Christian Fiazza – non ci sta. E successivamente alla nostra anticipazione dei giorni scorsi, invia una nota alla stampa piacentina per chiarire la sua posizione sulla vicenda.

«Ho ritenuto di dover scrivere per amore di verità», spiega Bricchi nella lettera che accompagna il suo comunicato.”Come sapete mi era stato dapprima assegnato il ruolo di direttore artistico di Inverno Farnesiano, che poi non è mai stato ufficializzato. Ho comunque preso atto e accettato, pur con rammarico, le decisioni prese. Chi non si sarebbe sentito deluso e amareggiato, dopo aver speso tanto tempo, impegno e anche “immagine pubblica”?».

Eppure, aggiunge Bricchi, «mi ero deciso a soprassedere, preferendo non commentare e non rilasciare alcuna dichiarazione, fino a quando, domenica scorsa, non è apparsa su Libertà quella precisazione del tutto inaccettabile, in cui si dice che mi ero speso per soli due eventi e che il problema “burocratico” era legato al codice degli appalti. Questo non lo posso accettare, perché se per un anno ci si è mossi in un certo modo, non è possibile che adesso si affermi una cosa simile, che oltretutto sminuisce il mio impegno».

Infine, conclude l’imprenditore piacentino, «chiarisco che, a scanso di equivoci, non ho alcun risentimento per chi eventualmente seguitasse il lavoro che ho contribuito a impostare, cui invece auguro i migliori successi. Semplicemente affermo che posso accettare di essere escluso, pur con dispiacere, ma non che poi si aggiungano informazioni non corrispondenti ai fatti».

Il comunicato di Andrea Bricchi 

«Un anno fa l’assessore Fiazza mi chiese d’aiutarlo a costruire il progetto dei fasti farnesiani. Accettai con entusiasmo per amore della cultura e della città, senza richiedere alcun compenso. L’assessore mi chiese d’accompagnarlo nel dialogo con i principali partner potenziali e, da subito, mi prospettò l’opportunità d’assumere la carica di coordinatore del progetto, cosa che confermava anche ai vari interlocutori istituzionali.

A Maggio venne istituito un Comitato Scientifico che raccoglieva alcuni dei massimi esponenti del mondo della cultura, studiosi, accademici e professori di fama internazionale. Fu un grande onore farne parte. Partecipai a numerose riunioni con tutti loro, fino ad estate inoltrata. Con mia sorpresa, a Settembre, scoprii invece di non essere più parte del comitato scientifico, così come altri cinque membri sopracitati. Chiesi spiegazioni e mi disse che s’era ritenuto di ridurre il comitato e che avrei invece avuto l’incarico di costruire, insieme a lui, 40 eventi correlati. Ancora una volta accettai. Seguirono numerose riunioni in cui stabilimmo un budget per retribuire gli artisti, che contattai quasi tutti personalmente, e un palinsesto per tali eventi.

Non risponde al vero quanto apparso su Libertà del 17/12, in cui si parla di “due eventi” da me seguiti. Ovviamente conservo documenti che lo attestano. Inoltre mi venne chiesto di mettere a disposizione l’associazione “Pierluigi Bricchi” per l’organizzazione. Mi resi disponibile, come emerge dal primo materiale promozionale stampato. Venni invitato alla conferenza stampa dove l’assessore ufficializzò quanto poi riportato dai giornali: “L’ing. Bricchi è direttore artistico di Inverno Farnesiano, avendo costruito insieme a me i 40 eventi correlati, fiore all’occhiello di questa importantissima manifestazione culturale”. La sera stessa fui invitato all’inaugurazione, dove il mio ruolo fu confermato.

Sei giorni dopo fui convocato nel suo ufficio e mi disse che, per ragioni “burocratiche”, formali e organizzative, non sussistevano i requisiti per continuare con la mia associazione e con me. Mi chiedo se in tutti quei mesi in cui, oltre a me, diversi uffici comunali diedero il loro contributo ai lavori fino allora svolti, non fosse necessario formalizzare alcunché. Conservo numerosi carteggi con uffici comunali, l’assessore e la società Electa. Viene da chiedersi perché io sia stato ufficialmente presentato come “direttore artistico” dall’assessore, solo una settimana prima che si sentisse la necessità di un “appalto”, anziché una usuale collaborazione organizzativa.

È evidente che io non possa non essere rammaricato. Chi non lo sarebbe, dopo tanto impegno? Ma pur avendo ormai accettato questa decisione, senza ulteriori rimostranze, non posso soprassedere su quanto apparso sul giornale di Domenica. Rinnovo i miei più fervidi auspici di successo a chi porterà eventualmente avanti il mio lavoro, ma non posso permettere che si sminuisca quanto sopra, parlando di “fattiva collaborazione per soli due eventi” o di mancanze formali, che certamente non possono essere a me attribuite».

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