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Girometta: Cortemaggiore gioiello della Bassa grazie a 20 anni di centrodestra

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Gabriele Girometta, sindaco uscente di Cortemaggiore e Commissario provinciale di Forza Italia, risponde alle dichiarazioni del gruppo “La Corte che cambia”, in merito all’aumento delle aree per la logistica nel territorio comunale deciso dalla sua Amministrazione.

Nonostante non si potrà ricandidare come sindaco, avendo completato il doppio mandato, Girometta, con la sua risposta che pubblichiamo integralmente, di fatto apre la campagna elettorale, anche se non si sa ancora se il centrodestra a Cortemaggiore si presenterà unito alle urne il prossimo 3 e 4 ottobre.

«La campagna elettorale per le Comunali di Cortemaggiore è già iniziata e improvvisamente come ogni 5 anni appaiono dei nuovi personaggi sul palcoscenico politico locale.

La nuova compagine elettorale denominata “La Corte che Cambia”, che di nuovo non ha nulla visto che ricicla sempre le stantie ideologie e le stesse persone che affondano le radici nel comunismo più conservatore, giocano a confondere le idee di chi legge i loro interventi sulla stampa.

In aiuto arriva questo signore, Agostino Ghebbioni che ha tutto il mio rispetto perché non essendo in consiglio comunale ha fatto un po’ di confusione sulla delibera che il consiglio comunale magiostrino ha recentemente approvato nella seduta del 17 agosto scorso.
In quel consesso non abbiamo approvato nessun nuovo “consumo di suolo” in quanto quei terreni erano già classificati con destinazione produttiva.

Su una parte di essi vi era la possibilità di fare un insediamento di “terziario” che avrebbe consentito, nella peggiore delle ipotesi, un’attività di servizio/deposito di mezzi pesanti.
Con la variante di destinazione che è iniziata il 17 agosto e che avrà un iter di confronto con la Provincia di 60 gg e relative osservazioni, abbiamo tolto quella possibilità e, in caso di attuazione di quell’area, sarà pure funzionale alla realizzazione di un pezzo di tangenziale di Cortemaggiore.

Per l’area della Careco in zona Barabasca, zona di interesse sovracomunale, si sta discutendo di un accordo di programma insieme al Comune di Fiorenzuola e la Provincia, su una previsione di espansione che ha un orizzonte temporale di venti anni.
Quella zona ha i vincoli di Apea, quindi in caso di attuazione avrà una serie di vincoli ambientali e di basso impatto sul territorio.

Agli “amici” della “Corte che Cambia”, neo paladini di un ambientalismo estremo, ricordo che la logistica a Piacenza è arrivata negli anni in cui il PD, cioè il partito a cui loro sono sempre stati iscritti, amministrava Piacenza sia nella maggioranza dei Comuni che in Provincia.

Perché allora non dissero nulla?
Solo adesso prendono ad esempio Calendasco che ha fatto una scelta che rispetto ma lì si parlava di 300000 metri su un comune che non ha collegamenti autostradali vicini.
Mi fa piacere che nel loro intervento venga affermato che Cortemaggiore è un gioiello della Bassa, perché così è dopo 20 anni di Amministrazioni di centrodestra. Non abbiamo mai permesso insediamenti di centri commerciali, grandi supermercati, aziende insalubri e nei nostri Piani di Sviluppo la logistica ha un limite al 20 per cento della superficie disponibile.

Negli ultimi 5 anni abbiamo potenziato la rete delle piste ciclabili per favorire una mobilità sostenibile, con le ultime due in fase di realizzazione come quella che va a San Martino e l’altra a Besenzone.

Ma adesso, in un colpo, per gli amici del Pd che neppure lo dicono che si definiscono “La Corte che cambia”, è tutto da buttare.

Ci sono le elezioni per fortuna, anche il sig.Ghebbioni, che invito per un caffè quando vuol venire da me, può esercitare il suo diritto di voto e scegliere tra i programmi delle liste che saranno candidate alla guida del Paese.

La variante non ha finito l’iter e l’accordo di programma con Fiorenzuola e la Provincia è solo all’inizio così sarà possibile il confronto tra chi ha sempre proposto uno sviluppo ragionato e ragionevole all’interno delle leggi Regionali e chi diventa proibizionista solo per speculazioni elettorali».

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