Spettacoli

Il Nome della Rosa: grande attesa per la fiction di Rai1 tratta dal capolavoro di Eco

il-nome-della-rosa-fiction-rai1-capolavoro-eco
John Turturro nei panni di Guglielmo da Baskerville

Il Nome della Rosa: un titolo da far tremare le vene ai polsi di qualunque addetto ai lavori, che si parli di cinema o tv. E mettersi in gioco per un remake del capolavoro di Umberto Eco (55 milioni di copie vendute), diventato un film straordinario come quello interpretato da Sean Connery e firmato da Jean-Jacques Annaud nel 1986, è stata una vera sfida.
Il risultato lo vedremo su Rai1 a partire dal 4 marzo in quattro prime serate da due episodi ciascuna. Ma intanto ecco cosa ne dicono autori e protagonisti.

Il Medioevo di oggi

“L’impresa non è stata delle più semplici” conferma il regista Giacomo Battiato, affiancato da Andrea Porporati che ha firmato soggetto e sceneggiatura.
Il Nome della Rosa per Battiato “non è un thriller gotico, ma un testo di estrema modernità. Ci insegna la tolleranza, la filosofia, il sapere come arma per la libertà. In 500 pagine c’è un richiamo potente agli uomini di oggi, parla del ruolo delle donne, dell’eresia attraverso il sacro e il profano, della ragione in un mondo immerso nel caos e delle emozioni di un adolescente che si affaccia alla vita”.

Tutte figure simboliche, “capaci di evocare i pericoli dell’integralismo religioso. E non ultima c’è la biblioteca custode di tanti misteri e di preziosissimi volumi del sapere, pericolosi quanto la conoscenza negata ai più. Una metafora visionaria di Internet che prende fuoco”. Per Battiato, “niente di più contemporaneo”.

Colti e popolari

Eleonora Andreatta, direttrice di Rai fiction, sostiene che “Il Nome della Rosa è un esempio di come si possa essere colti e popolari; di quanto si possa tenere insieme un’epoca remota, il Medioevo oscuro e sorprendente, un thriller gotico e imprevedibile e l’attualità di sentimenti e valori”.  Nata da un progetto che Eco aveva approvato nel 2015 è “una serie complessa per i tanti elementi che mette in gioco. E per il livello di qualità che abbiamo perseguito. Dal cast alla regia, ai tanti talenti tecnici e all’impegno produttivo che ha valorizzato il lavoro italiano”.

Grande Cast

Per realizzare la fiction Battiato ha avuto a disposizione un cast dal respiro internazionale. I panni del mitico Guglielmo da Baskerville saranno vestiti da John Turturro. Con lui, Rupert Everett (Bernardo Gui), l’astro nascente Damien Hardung (Adso da Melk), Greta Scarano (Anna), Piotr Adamczyk (Severino). E poi ecco Fabrizio Bentivoglio (Remigio) Alessio Boni (Dolcino), e Roberto Herlitzka (Alinardo).

Turturro non aveva mai letto Il Nome della Rosa, né aveva visto il film. E dopo essersi immerso nelle pagine di Eco ha accettato con entusiasmo il ruolo del monaco detective. “Ho scoperto un mondo straordinario che ha elementi estremamente attuali”, sottolinea anche l’attore. “Ed è stata una grandissima esperienza. Sono rimasto commosso dalla riuscita e dalla grandiosità del progetto”. Poi, anche per sgombrare il campo dai confronti, che comunque ci saranno, precisa: “Non ho mai visto il film con Connery anche per non farmi influenzare”.

Vero kolossal

Ha ragione Turturro a parlare di progetto grandioso? A guardare i numeri non si può che essere d’accordo. Il costo della fiction Rai, prodotta insieme con 11 Marzo Film, Palomar e Tele München ha raggiunto i 26 milioni di euro. Una cifra ragguardevole per un prodotto tv, ma Il Nome della Rosa è stato già venduto a riprese in corso in 136 Paesi. E tra i primi acquirenti ha avuto anche la Bbc. Ecco perché per la fiction di Rai1, che promette grandi ascolti, si può quindi parlare di un successo annunciato.

 

 

 

Il Mio Giornale.net ha solo un obiettivo: fare informazione indipendente e con spirito di servizio. Per aiutare i lettori a capire e scegliere, tenendo i fatti separati dalle opinioni.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.