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Incidenti stradali: nel 2022 aumento di vittime e feriti, serve più prevenzione

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Incidenti stradali: è tempo di bilanci. E i dati 2022 sono in chiaroscuro. A tirare le somme, la Polizia Stradale. I numeri sono in aumento rispetto al 2021 e gli incidenti stradali restano la prima causa di morte tra i giovani. Si contano infatti 70.554 sinistri (+7,1%) e 1.362 scontri mortali (+7,8%) con un aumento delle vittime, arrivate a 1.489 (+11,1%). Crescono poi gli incidenti stradali con lesioni (28.914, +8,4%) e i feriti (42.300, +10,6%).

Il confronto col 2019

Questi dati comunque negativi vanno però contestualizzati. Nella prima parte 2021, infatti, “erano vigenti limitazioni alla mobilità in funzione di contenimento della pandemia”, ricorda la Polizia Stradale. Il confronto con il 2019, anno di riferimento anche dell’Istat per la valutazione del trend infortunistico in quanto il Covid era ancora sconosciuto, fa segnare una tendenza da non sottovalutare. Rispetto a tre anni prima, come sottolinea l’Agenzia Dire, nel 2022 si è registrata una riduzione dell’8,3% degli incidenti mortali e delle vittime; sono diminuiti del 9,2% gli incidenti con feriti, con un calo del 13,2% del numero di persone ferite nei sinistri.

Naturalmente questo non significa che si debba abbassare la guardia. E la Polizia Stradale rimarca l’importanza della prevenzione: “Tutti gli utenti della strada, dal pedone, al conducente di monopattino, fino ad arrivare all’autotrasportatore, devono essere consapevoli che solo con condotte corrette si può salvaguardare la vita propria e degli altri“.

Da Mattarella al Governo

Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo messaggio di fine anno, ha citato il dramma dei troppi giovani morti in incidenti stradali, soprattutto durante la notte. E il Governo ha promesso una campagna a tappeto per fermare le stragi del sabato sera.

“La parola d’ordine dunque dev’essere prevenzione”, insiste la Polizia Stradale. “E deve trovare applicazione in vari settori, come quello normativo o degli adeguamenti infrastrutturali; ma dev’essere anche la spinta propulsiva per una vera e propria rivoluzione culturale”. Un cambiamento radicale nei comportamenti sulla strada, “che ponga l’individuo e la sua condotta al centro dell’attenzione. Da considerare come il principale artefice del proprio destino”.

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