Cultura

Negri: Piacenza candidata a Capitale europea della cultura, una scelta seria o dal sapore elettorale?

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Ippolito Negri: il direttore de L’urtiga ha appena pubblicato il 41° numero dello storico periodico piacentino. Ad aprire la rivista culturale come sempre il suo editoriale, che stavolta parte dalla candidatura di Piacenza a Capitale europea della cultura. Un articolo ricco di spunti e riflessioni critiche che vi riproponiamo integralmente.


«La recente decisione di proporre la candidatura di Piacenza a Capitale europea della cultura meriterebbe un’intera edizione. Ma vale la pena ribadire che è una decisione velleitaria (“Se lo è stato Gorizia, che cosa ha più di noi?” è stato il pay off dei promotori) elencando tutte le perplessità che suggeriscono lo stato dell’arte e la banalità delle programmazioni in corso nell’ambito culturale? Ad oggi non si sa quale sarà la scadenza per la presentazione delle candidature, ma verosimilmente nel 2027, vale a dire a ridosso delle elezioni per le Comunali. Cosa c’è di meglio che avere quella bandiera da sventolare, seppur da ottenere, per il rinnovo dell’amministrazione? Nella marina borbonica vigeva la celebre regola di faccimmo ammuina. Aspettiamo di conoscere la costituzione di un comitato scientifico per poter valutare se le intenzioni siano serie o solo elettoralistiche. Per ora non c’è e ci si affiderebbe alla inadeguata perché non strutturata “rete cultura Piacenza”, deputata a uno pseudo coordinamento. Altro non vale la pena dire.

Quindi concentriamoci sul nostro; in questo numero troverete un contributo che ha una sua originalità. Grazie a Federico Fiorani, è arrivata la trascrizione di un diario di prigionia di un IMI, il sergente Ettore Greci; si tratta di un quadernuccio “Passatempo per prigionieri” che oltre al racconto riporta un autentico visual storytelling, con tavole disegnate che abbiamo riportato secondo la scansione originale. L’argomento é  di attualità; di recente l’ISREC ha realizzato un Portale internatimilitaripiacentini.it dedicato agli internati militari italiani (IMI), nati o residenti al momento del rimpatrio nella provincia di Piacenza; il progetto parte dalla digitalizzazione di 5.846 schede, depositate presso la sezione locale dell’ANRP (Associazione nazionale reduci dalla prigionia e dall’internamento) compilate dai reduci stessi al loro rientro in Patria o, nel caso dei non sopravvissuti, dai familiari, che riportano le generalità degli internati, i dati militari e lo stato di prigionia. Oltre alle singole schede è possibile consultare altri documenti dei singoli internati oltre a pannelli di mostre, videointerviste, approfondimenti di storici e mappe ipertestuali (luoghi di cattura in Italia e Oltreconfine, luoghi di internamento)».


 

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