Nuovo nucleare. E magari ancora a Caorso. Della centrale atomica piacentina ha parlato oggi l’amministratore delegato di Sogin Gian Luca Artizzu, durante il convegno “Il nucleare sostenibile: l’Italia riparte!”, organizzato dalla Lega presso palazzo Pirelli a Milano.
“Smantellare una centrale nucleare significa prima di tutto confinare ciò che è radioattivo rispetto alla biosfera e rispetto alle attività umane. Confinare significa rendere ciò che è pericoloso, le radiazioni, innocuo nel senso che si riduce via via, con una serie di attività, la pericolosità per l’ambiente”, ha detto Artizzu, spiegando le attività della società pubblica di decommissioning.
“Per un ritorno al nucleare, oltre alle sue competenze, Sogin mette a disposizione i siti delle vecchie centrali che stiamo smantellando. Noi smantelliamo gli impianti non smantelliamo i siti”, ha precisato il top manager. “Questi sono stati progettati e manutenuti come siti per ospitare una centrale nucleare e sono la naturale destinazione per un futuro nuovo impianto”.
Poi Artizzu ha citato come esempio proprio l’impianto piacentino: “Il primo peccato del nucleare è non farlo lavorare. Pensiamo alla centrale di Caorso. Ha lavorato meno di 5anni e ha prodotto 30 miliardi di kilowattora. Oggi, se non l’avessimo fermata con il referendum di allora, staremmo discutendo dell’allungamento dell’esercizio di questa centrale, come sta avvenendo nel mondo per impianti simili”.
Al tavolo del nucleare
Il convegno milanese, moderato da Fabio Tamburini, direttore del Sole 24 Ore, ha visto gli interventi di Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Enel Group, Claudio Descalzi, ad di Eni, e Fabrizio Fabbri, ad di Ansaldo Energia.
Diversi i rappresentanti istituzionali, politici ed esperti che hanno partecipato all’evento aperto da Vincenzo Pepe, responsabile nazionale Dipartimento ambiente della Lega assieme ad Armando Siri, coordinatore nazionale del Dipartimento Lega e al viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Vannia Gava. I lavori sono stati chiusi da Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.








Concordo pienamente con il ripristino del nucleare. Infatti votai per mantenerli allora.
Bisogna essere realisti e non ideologici quando si tratta di discutere per il bene della gente (a volte popolo).