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Parenti (Confindustria): Piacenza Energia è pronta per la sfida del Green Deal

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Nicola Parenti lo ricorda quasi divertito. Sono trascorsi oltre vent’anni da quando, proprio con un piacentino, l’allora ministro dell’Industria Pierluigi Bersani, si aprivano le porte alla liberalizzazione del mercato elettrico.
La conseguenza di quel decreto Bersani è stata la nascita non solo di un mercato concorrenziale, ma anche di tantissime opportunità nel campo dell’efficienza energetica e della produzione in proprio da fonti rinnovabili.

La forza di Piacenza Energia 

Da allora, racconta il vicepresidente di Confindustria Piacenza che ormai da otto anni ha la delega all’energia, “è iniziato un percorso molto dinamico. La nostra Associazione ha fatto nascere un Consorzio, Piacenza Energia, che via via è cresciuto sempre più, diventando un punto di riferimento del nostro territorio grazie a consumi ed aziende aderenti sempre in crescita”.

Bastano due dati per delineare la sua portata: oggi il Consorzio Piacenza Energia acquista sul mercato libero oltre 200 milioni di KWh anno a cui si sommano circa 30 milioni di metri cubi di gas. Ed è diventato una realtà di primissimo piano a livello nazionale non solo per i volumi degli acquisti, ma anche per il know how che in parallelo ha saputo costruire.

Mercato, opportunità e competizione

Questo know how oggi è un fattore sempre più determinante. Negli ultimi anni, spiega Parenti, “il mercato dell’energia è cambiato parecchio, avvicinandosi sempre più ad un vero e proprio mercato finanziario. Per esempio, adesso abbiamo la possibilità di essere collegati in tempo reale a piattaforme telematiche avanzate, che quotano ogni istante i prezzi della varie commodity, tra cui energia elettrica e gas. Noi monitoriamo costantemente i prezzi su queste piattaforme, tenendo in debito conto tutti i vari fattori che possono determinare andamenti dei prezzi in un senso piuttosto che nell’altro”.

Ovviamente, “nessuno ha la sfera di cristallo”, sottolinea il vicepresidente di Confindustria Piacenza. Ma l’esperienza accumulata negli anni dal gruppo dirigente del Consorzio è diventata un vero valore aggiunto. “Abbiamo saputo adeguarci ai cambiamenti con prontezza e tempestività, così da essere pronti a cogliere nuove opportunità”.

Il risultato? “Oggi siamo molto competitivi. Per esempio, guardando agli ultimi due anni, la scelta di legare la fornitura del Consorzio ad un prezzo variabile ha pagato: i prezzi sono stati spinti giù non solo dall’effetto Covid, ma anche da un andamento decrescente iniziato già nel 2019”.

Una capacità di analisi del mercato e delle sue fluttuazioni determinante soprattutto in periodi complicati come quello che stiamo vivendo. “Ora ci troviamo di fronte ad una fase particolarmente incerta”, riflette Parenti. “Le materie prime negli ultimi mesi hanno subito una forte spinta speculativa; e per qualche mese ci troveremo ancora a combattere in una situazione molto difficile. Però siamo fiduciosi: tra qualche tempo la ‘febbre’ dei mercati potrebbe scendere, consentendoci di tornare alla normalità”.

Tre fronti strategici

Al di là di queste fluttuazioni e di alcuni shock visti negli anni passati, “che comunque rientrano nelle dinamiche del mercato”, il vicepresidente di Confindustria Piacenza evidenzia come “l’attenzione del Consorzio da ormai più di un decennio sia focalizzata anche su una strategia in grado di affrancarci dalla dipendenza al 100% dai mercati. E questo grazie ad un’azione coordinata su tre fronti: il primo riguarda l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia elettrica; il secondo è relativo all’efficienza energetica; mentre il terzo ambito riguarda tutte quelle azioni che le aziende possono mettere in campo a livello fiscale e normativo per ottenere risparmi significativi sui costi della bolletta”.

Fotovoltaico e sostenibilità

Analizzando nel dettaglio questi aspetti, “la prima strategia su cui già dal 2006 abbiamo puntato è quella dell’autoproduzione. Allora siamo stati tra i primi a proporre una convenzione per l’acquisto di impianti fotovoltaici”. Ebbene, “a 15 anni di distanza e considerando la scomparsa del generoso incentivo per questi impianti, possiamo affermare senza essere smentiti che oggi il fotovoltaico è molto più conveniente di allora. Lo andiamo ripetendo da tempo: oggi un’azienda che ha possibilità di avere una propria produzione con un autoconsumo elevato non deve avere timore di installare un impianto fotovoltaico. La tecnologia è matura e non ci sono rischi ‘occulti'”. In più, oltre ad essere una scelta obbligata per convenienza, “testimonia anche l’attenzione ai temi della sostenibilità, che oggi più che mai sono fondamentali per tutte le aziende”.

E proprio in chiave di sostenibilità, insiste Parenti, “non ci stanchiamo mai di ribadire che l’industria italiana è leader nell’efficienza energetica e in molte tecnologie correlate. Per questo pensiamo che il processo di transizione ecologica possa rappresentare una grande opportunità. Su questo aspetto, come Confindustria siamo al fianco delle imprese che vogliono accrescere le proprie competenze e proponiamo momenti di approfondimento e di confronto per esplorare nuove tecnologie”.

Non solo rinnovabili

In tal senso, per il vicepresidente di Confindustria Piacenza “è fondamentale la partecipazione del nostro Paese alle tematiche del Green Deal, affinché l’Italia possa sviluppare il suo forte potenziale”.

In quali settori? “Penso non solo alle energie rinnovabili, ma anche a nuove forme di energia come l’idrogeno. Proprio sull’idrogeno avremo ad inizio aprile un incontro di grande interesse con Snam, che sappiamo tutti essere tra le aziende a livello mondiale più avanti nello studio sull’utilizzo, lo stoccaggio ed il trasporto di questa forma di energia pulita”.

Superbonus e Comuni

Ma in chiave Green Deal, non si può dimenticare l’impatto che avrà il superbonus. E questo non solo sul settore edile ma in generale sull’economia italiana. “Si tratta di un ‘bazooka’ in grado di muovere importanti investimenti e di generare un grandissimo valore aggiunto sia in termini economici che in termini di beneficio ambientale”, commenta Parenti. “Sta a tutti noi saper raccogliere questa sfida che parte dal livello legislativo nazionale fino ad arrivare al livello comunale, a cui spetta il non facile compito di saper dare risposte in tempi certi alle tantissime istanze che arrivano ed arriveranno. Credo che i Comuni possano, quindi, giocare un ruolo fondamentale in un questa fase di ‘rinascita’ della nostra economia post-covid. Le norme ci sono, ora serve quello spirito che noi italiani sappiamo sempre tirar fuori nei momenti difficili”.

Lo sportello energia

Il terzo aspetto strategico, “su cui è sempre opportuno tenere alto il livello di attenzione”, è quello della normativa fiscale legata alle fonti energetiche. Perché, come ricorda il vicepresidente degli industriali piacentini, “ci sono stratificazioni di leggi che spesso rendono difficile usufruire di agevolazioni ed incentivi. Così, presso la nostra Associazione abbiamo sviluppato uno ‘sportello energia’, in grado di affiancare le aziende nel processo di individuazione delle opportunità derivanti da tutte le norme a vantaggio dei clienti cosiddetti energivori”.

Corsa a ostacoli

Infine c’è un ultimo pressante problema che non va dimenticato: quello delle autorizzazioni. “Il vero punto debole dei nostri tempi non è la mancanza di visione, ma soprattutto la difficoltà di poter realizzare i progetti che si vorrebbero portare a termine. Da un lato la nostra pianificazione a livello nazionale e territoriale ci incentiva a fare. Ma poi, tra i propositi e la successiva concretizzazione dei progetti molto spesso si annidano molti ostacoli”.

La sfida semplificazione

Alzando lo sguardo, purtroppo i problemi burocratici non sono presenti solo in campo energetico. “Credo che in questa fase occorra ripensare questo sistema che genera grandi aspettative che poi non riescono a tradursi in realtà. L’Italia sta diventando un Paese di soli ostacoli, mentre sappiamo che per lo sviluppo servono poche regole e molto chiare. Se non semplificheremo – conclude Parenti – non potremo creare ricchezza per il territorio e occupazione per i nostri figli”.

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