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Pd: furia Lorenzin. In Lazio si prepara il dopo Renzi?

Nicola Zingaretti e Beatrice Lorenzin

Pd: lo scontro sulle regionali del Lazio diventa al calor bianco sullo sfondo della campagna elettorale nazionale. L’appoggio di Liberi e Uguali alla candidatura del governatore uscente Nicola Zingaretti comincia a dare i suoi effetti all’interno della coalizione guidata dal Partito democratico.

Pd: Lorenzin all’attacco

Durissima Beatrice Lorenzin, ministro della Sanità e a capo della lista Civica popolare, esclusa dall’alleanza laziale. Zingaretti “ha fatto una scelta, quella di accettare il veto di Liberi e Uguali nei nostri confronti, perché siamo troppo moderati”, ha detto Lorenzin. Il governatore uscente “ha optato per un’alleanza politica contro il governo Gentiloni. Nel Lazio ci troviamo di fronte a uno scontro all’interno della sinistra. Ne ho parlato con Renzi, ma non soltanto con lui. C’è sgomento da parte di tutti”.

A questo punto, Civica popolare vuol fare da sola. E Lorenzin non esclude di essere la candidata presidente nella sua regione, come riporta anche La Stampa. “In queste ore stiamo valutando chi candidare alla presidenza. I tempi sono molto stretti, potrebbe toccare anche a me”. Cosa che potrebbe fare, presentandosi pure alle politiche, per poi decidere quale seggio scegliere.

Pd: botta e risposta

La risposta di Liberi e Uguali non si è fatta attendere. “Lorenzin si porta dietro un codazzo ex forzaitaliota e berlusconiano”, ha affermato Stefano Fassina. “La presenza di pezzi di centrodestra nella coalizione era incompatibile con la nostra e Zingaretti questo punto l’ha accettato”.

A stretto giro sono arrivate le affermazioni di Sergio Pizzolante di Civica popolare, che ha rincarato la dose. “È un’operazione contro Renzi a cui Zingaretti si è prestato. I programmi non c’entrano. Pietro Grasso è un falso perbene, non può dire che c’è stato un confronto programmatico, lo Ius soli non si fa con legge regionale. Molti si stanno preparando al dopo Renzi, sperano che perda. E LeU lavora per far perdere tutti coloro che stanno con Renzi”.

Pd: parla Zingaretti

E il governatore? Naturalmente Zingaretti getta acqua sul fuoco. “Spesso le alleanze locali sono state diverse da quelle nazionali. Quella che stiamo costruendo nel Lazio si fonda su istanze e obiettivi regionali. Vincere per continuare nei prossimi 5 anni a cambiare in meglio la regione. Il resto sono solo fantasie e chiacchericcio politico”.

Saranno anche fantasie, ma molti cominciano a pensare che in Lazio si stia giocando una partita che va ben al di là delle regionali. E se Renzi dovesse cadere alle politiche, un vittorioso Zingaretti, anche sulle ali di LeU, potrebbe essere un’alternativa “federatrice” per una segreteria del Pd che guardi a nuove alleanze, perché no, anche di governo.

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