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Piacentini nel frullatore: tra cinghiali, siccità e l’ironia del web

Piacentini per secoli nell’oblio, nascosti tra le nebbie della pianura Padana. Poi, di colpo, ecco la loro città comparire alla ribalta nazionale. Tra il serio e il faceto, Piacenza sembra entrata in un frullatore mediatico che non vuole più fermarsi. In sintesi: una mostra dai risultati clamorosi (il Guercino degli oltre 100mila visitatori) che si avvia alla sua trionfale conclusione. Un cinghiale (già battezzato Agostino) che tiene in scacco la città. E che potrebbe “decidere” il ballottaggio per il sindaco di domenica prossima. Poi, ecco la siccità, con lo stato di emergenza dichiarato dal Consiglio dei Ministri. Ma partiamo dalle cose serie e lasciamo ironia e sorrisi per il finale.

La siccità mette in ginocchio l’agricoltura

Il governo ha stanziato 8 milioni e 650mila euro per affrontare l’emergenza nelle province di Parma e Piacenza. La crisi è dovuta a un lungo periodo di siccità iniziato nell’autunno scorso. Che si è aggravato a causa delle elevate temperature di questi giorni. E il problema non è tanto relativo alle abitazioni civili, quanto ai prodotti agricoli. Sono a rischio ortaggi, frutta, cereali, vigneti. E anche il fieno, fondamentale per il latte e di conseguenza per la produzione in primis di parmigiano e grana padanoMa Piacenza è conosciuta anche come la capitale dell’oro rosso. Quel pomodoro che nonostante da anni sia irrigato con impianti goccia a goccia, per giungere a maturazione necessita sempre di enormi quantità d’acqua (170 litri per una bottiglia di salsa). Anche qui, se non si troveranno le risorse idriche, la produzione andrà a gambe all’aria.  

Genova nel mirino

A cosa dovrebbe servire il decreto d’emergenza del governo? A sveltire le procedure per il rilascio delle riserve d’acqua ancora presenti sul territorio. Quelle del Brugneto, per esempio. Il lago artificiale alimentato anche da Trebbia e Aveto. Secondo logica, la sua acqua dovrebbe essere “piacentina”. Ma un antico contenzioso lo ha assegnato a Genova e disseta un quarto della città. Pretendere generosità dai liguri è un po’ dura. Ma col decreto del Consiglio dei Ministri i milioni di metri cubi “piacentini” nella diga del Brugneto sono oggi più vicini. E forse potrebbero essere utilizzati per mitigare la crisi.  

Cinghiale sì, cinghiale no  

E torniamo al cinghiale Agostino. Avvistato lunedì nel parco della Galleana, il più grande di Piacenza, ha indotto le autorità all’immediata chiusura della struttura per ovvi motivi di sicurezza. A quel punto anche tra i piacentini, come sempre in Italia, è partita la farsa, che addirittura sta oscurando la campagna elettorale. “Abbattiamolo e cuciniamolo con un enorme polenta per tutti” ha detto qualcuno, visto che l’ungulato fa parte di quella fauna che si può cacciare senza limiti. “Non sia mai! Agostino è uno di noi!” hanno risposto immediatamente verdi, vegani e comitati pro natura, con sit in di protesta davanti alle porte sbarrate dell’area verde. ”Nel parco cittadino non si può sparare” hanno spiegato i tutori della legge. “Addormentiamolo come se fosse un rinoceronte e poi lo liberiamo in un’oasi protetta”. Ma anche il sonnifero va “sparato”, hanno ribattuto i contrari. “E comunque non funziona come si vede in tv. Occorre un veterinario che stabilisca la giusta quantità di anestetico. E poi le guardie ecologiche hanno il fucile, ma non sanno usarlo per questi fini”. Insomma, una commedia degna di Eduardo, che continua senza sosta.

Piacentini scatenati sul web

A questo punto i piacentini sono letteralmente impazziti sui social con fotomontaggi di tutti i tipi. Agostino superstar è collocato sul piedistallo di Barriera Genova al posto del santo patrono Sant’Antonino. Il cinghiale sostituisce il cavallo del Mochi sotto le auguste terga di Alessandro Farnese in piazza Cavalli. E troneggia al posto della Lupa a barriera Roma. I “je suis Agostino” non si contano. Come i fotomontaggi nei quali il cinghiale è collocato tra Patrizia Barbieri (centrodestra) e Paolo Rizzi (centrosinistra) – i due candidati sindaco che domenica vanno al ballottaggio – con la scritta “Agostino sindaco di Piacenza!”. E proprio il ballottaggio di domenica sconsiglia qualunque fuga in avanti da parte della giunta uscente di centrosinistra, che teme di far perdere voti al suo candidato. Tutto fermo quindi. Tra sguardi in cagnesco e qualche risata, il destino di Agostino lo deciderà il prossimo sindaco. Ma una cosa è certa e non c’è siccità che tenga. Negli annali piacentini questa sarà ricordata come l’estate del cinghiale.  

Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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