Piacenza: asse tra il sindaco Patrizia Barbieri e il Partito democratico sul no al silenzio assenso per la riapertura delle attività. Dopo la notizia di quasi 1.300 richieste depositate dal mondo delle imprese in Prefettura, e dopo la presa di posizione negativa del personale infermieristico dell’Ospedale della città emiliana che a fronte di una riapertura massiccia delle aziende teme una recrudescenza dell’epidemia di Coronavirus, anche la politica prende posizione.
E sul fronte di Palazzo Mercanti si crea un’alleanza che di certo non è dettata dal caso. Il sindaco Barbieri annuncia via Facebook di aver scritto una lettera al Governo e alla Regione, chiedendo che il principio del silenzio assenso non sia applicato in questo frangente; e cioè che ogni singola azienda che ne ha fatto richiesta, prima di riprendere le attività debba ottenere uno specifico via libera dalla Prefettura.
«Il Governo ha disposto che possano continuare ad operare solo le attività essenziali per la popolazione e le relative filiere», scrive il sindaco Barbieri. «Ha poi previsto che le attività escluse, qualora ritenessero di essere essenziali per la popolazione o per le filiere, potessero chiedere al Prefetto una deroga. Il problema è che alla Prefettura di Piacenza sono arrivate già 1.273 richieste e che in attesa delle dovute verifiche, queste aziende – in virtù delle normative in essere – si ritengono legittimate alla prosecuzione della attività invocando il silenzio assenso.
Ho portato all’attenzione del Governo e della Regione la preoccupazione che queste aperture effettuate aggirando le disposizioni con il sistema delle autocertificazioni possano portare ad una seconda ondata di contagi, vanificando tutti gli sforzi fatti sinora.
I medici, gli infermieri e tutti gli operatori in prima linea ci chiedono di perseverare, di restare in casa perché la situazione di grave emergenza che stiamo vivendo possa migliorare.
Pur consapevole delle gravi difficoltà del tessuto economico (che stiamo prendendo in serissima considerazione cercando di mettere in campo tutte le azioni possibili a sostegno delle aziende e dei lavoratori piacentini) ho quindi chiesto al Governo e alla Regione di provvedere ad escludere il ricorso al “silenzio assenso” per consentire alla Prefettura di valutare le istanze caso per caso e di concedere l’apertura in deroga solo per situazioni di reale necessità e per servizi essenziali per la popolazione».
Manovra a tenaglia
Alla lettera della prima cittadina di Piacenza fa da sponda una nota firmata dai consiglieri comunali del Pd (Stefano Cugini, Giorgia Buscarini, Christian Fiazza, Giulia Piroli) dal titolo emblematico: “Tacito assenso: Covid-19 ringrazia!”.
«La salute viene prima di tutto», scrivono i consiglieri Pd. «Questo principio, mai in discussione da un punto di vista teorico, deve essere difeso anche nella pratica di tutti i giorni. L’aspetto economico è centrale nella vita di ognuno, ma senza fermare il contagio non sarà possibile far ripartire l’economia. I comportamenti irresponsabili o superficiali, persino quelli dettati dalla disperazione, provocano un “passo del gambero” che peggiora la situazione in modo drammatico. La nostra città è straziata da una ferita che mai nella Storia si rimarginerà del tutto. La gran parte dei piacentini sta facendo sacrifici enormi, rispettando regole severe, giuste e indispensabili. Il volano dell’economia deve riattivarsi il prima possibile.
Tuttavia, perché ciò accada, senza il rischio di dover poi bloccare nuovamente tutto causa recidive, dobbiamo dare il tempo agli eroi in trincea di stabilizzare il piano sanitario. Agli artigiani, ai commercianti, alle industrie, ai liberi professionisti, a chiunque produce valore aggiunto per il territorio va la nostra solidarietà e la promessa del massimo impegno per sostenere la ripresa. La riapertura massiva di molte realtà, in nome di un presunto tacito assenso alle richieste di deroga inoltrate alla Prefettura, è però la strada sbagliata. Per questo ci appelliamo alle autorità competenti affinché modifichino il punto, nel decreto, che tratta questa possibilità. Eliminandolo. Occorrono vincoli più stringenti, per la sicurezza stessa dei lavoratori. Sia la Prefettura a dover autorizzare la deroga: in assenza di questo “via libera”, le attività restino chiuse.
Urgono controlli capillari e, se serve all’interesse superiore di un’intera comunità, non ci si astenga dal comminare pesanti sanzioni e chiusure forzate. Piacenza ha la priorità su tutto. Lo dobbiamo tra l’altro alle vittime che già stiamo piangendo e a quelle che ancora dovremo piangere prima che questo incubo finisca».
Braccio di ferro
L’alleanza tra Barbieri e il Pd dunque in questa fase appare senza se e senza ma. E ha tutte le caratteristiche di una manovra studiata a tavolino. Di sicuro servirà alla giunta di centrodestra di Piacenza per ottenere un ascolto “politico” maggiore e contrastare così le pressioni del mondo imprenditoriale, sia alle orecchie del governatore Bonaccini sia nei Palazzi del Governo, dove i dem hanno un ruolo chiave, a partire dal ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, la piacentina Paola De Micheli.








