Economia

Rottamazione auto: il Governo ci sta pensando

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Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti (foto Nicola Bertasi)

Rottamazione auto nel mirino del Governo. Una scelta più che mai attuale, visti i blocchi del traffico nelle città del Nord Italia causati dallo smog che soffoca soprattutto la pianura Padana. A dare la notizia è il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. “Abbiamo due tipi di problema”, ha affermato a margine dei lavori della Conferenza nazionale sulla mobilità sostenibile organizzata dall’Anci a Catania. Da un lato, “dobbiamo ammodernare i nostri automezzi e col Governo stiamo studiando una possibilità di rottamazione. Quindi, chi cambia l’auto per acquistarne una più nuova potrebbe avere un incentivo. Ma tutto è da vedere. Ancora è da inserire nella legge di Bilancio, se ne avremo l’occasione per poterlo fare”. Ma dall’altro, ha proseguito il ministro, “avremmo bisogno di utilizzare anche meno auto. Quindi dobbiamo avere un parco macchine più nuovo ed utilizzare meno auto. E per utilizzare meno auto ci siamo affidati soprattutto alle città”.

Finanziamenti per la mobilità urbana

Galletti così ha annunciato di aver messo sul piatto altri 45 milioni di euro oltre ai 35 già stanziati per co-finanziare le proposte dei Comuni per migliorare la mobilità urbana. Iniziative che prevedono il bike e car sharing, il bike e car pooling, i buoni mobilità. E poi i programmi di educazione alla sicurezza stradale e di riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta degli autoveicoli in prossimità di istituti scolastici e delle sedi di lavoro. “L’impegno per una nuova mobilità efficiente e sostenibile è una risposta vera e strutturale al problema dell’inquinamento nei nostri centri urbani”. Per questo, ha concluso il ministro, “ho deciso di dedicare il massimo sforzo economico su un programma strategico, rispetto al quale i comuni hanno dimostrato grandissimo interesse. Siamo al loro fianco”.

Rottamazione auto: il parco italiano

Ma torniamo al parco circolante del nostro Paese: com’è la situazione? Le stime dell’Unrae, l’Unione nazionale rappresentanti veicoli esteri, alla fine del 2016 hanno delineato una situazione non certo rosea sotto il profilo delle emissioni inquinanti. Partiamo dalle autovetture, che sono 36.420.000. Tra questi veicoli infatti gli ante Euro 3 sono ancora 8.119.000 (22,2%). Le auto Euro 3 sono invece 6.118.560 (16,8%). E le Euro 4? Ammontano a 11.690.820 (32,1%). Mentre i modelli Euro 5 ed Euro 6 in circolazione sono rispettivamente 7.247.580 (19,9%) e 3.277.800 (9%).

Dai veicoli commerciali agli autobus

Passando ai veicoli commerciali il quadro delineato da Unrae parla di 3.650.000 unità. Tra questi, i mezzi ante Euro 3 sono oltre un terzo (35,2%) e gli Euro 3 il 21,8%. I veicoli commerciali Euro 4 sono invece il 24,1%. Gli Euro 5 coprono il 16,2%, mentre gli Euro 6 si fermano solo al 2,7%. Salendo di “peso” i veicoli industriali che circolano in Italia sono 630.000, con un’età media di 12,9 anni. E tra loro gli ante Euro 4 sono ben il 70%. Il parco autobus ammonta invece a 60.000 mezzi. L’età media è di 12 anni e il 63% è ante Euro 4.

Rottamazione: non solo auto

Vedremo cosa deciderà il Governo sulla rottamazione auto. Ed eventualmente che incentivi metterà in campo oltre a quelli stabiliti nel Patto antismog, firmato dal dicastero dell’Ambiente con Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Senza dimenticare tra l’altro che non sembra tramontata l’ipotesi di un aumento del bollo per i veicoli più inquinanti. Di certo la situazione del parco circolante quest’anno sarà migliorata, ma non in modo radicale. E dal quadro 2016 emerge comunque la necessità di agire non solo sulle auto, ma anche sugli altri veicoli. A partire dai mezzi pubblici per migliorare la qualità della mobilità urbana con autobus meno inquinanti.

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