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Salvator Mundi e Leonardo: quando l’arte è da record

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Salvator Mundi (1499, attribuito a Leonardo da Vinci, olio su tela, 66x46)

Salvator Mundi: il dipinto attribuito a Leonardo, è stato venduto ieri all’asta di Christie’s a New York per 450 milioni di dollari (circa 381 milioni di euro). Così è diventato l’opera d’arte più pagata di tutti i tempi, stracciando tutti gli assegni staccati in precedenza per altri dipinti. L’asta partiva da 100 milioni ed è durata solo 19 minuti. Chi se l’è aggiudicata? Sembra un magnate russo che naturalmente ha voluto rimanere anonimo.

Salvator Mundi: l‘escalation del prezzo

Il piccolo quadro (misura 66 centimetri per 46) era stato pagato 127 milioni di dollari nel 2013 dall’imprenditore russo Dmitry Rybolovlev, che l’aveva acquistato dal monegasco Yver Bouvier. Quest’ultimo, a sua volta, per il Salvator Mundi aveva staccato un assegno di “soli” 50 milioni. Insomma, ad ogni passaggio il dipinto ha visto aumentare il proprio valore in modo esponenziale. Pensate che nel 1958 il Salvator Mundi era stato acquistato sempre ad un asta di Christie’s a 45 sterline (60 dollari). E solo 12 anni fa, nel 2005, lo aveva acquistato un americano per 7.500 sterline. Ma a quell’epoca il dipinto era attribuito a Bernardino Luini, allievo di Leonardo.

Tutti pazzi per l’arte

Con l’asta del Salvator Mundi si sono bruciati tutti i record. Fino a ieri la top ten dei dipinti più cari di sempre era composta da questi capolavori:

  1. Interchange di Willem De Kooning (oltre 300 milioni di dollari nel 2015);
  2. Nafea faa ipoipo (Quando ti sposi?) di Paul Gauguin (circa 300 milioni nel 2015);  
  3. I giocatori di carte di Paul Cézanne (250 milioni nel 2011);
  4. Number 17A di Jackson Pollock (202 milioni nel 2015);
  5. No.6 (violet, green and red) di Mark Rothko (186 milioni nel 2014);
  6. Donne di Algeri di Pablo Picasso (179,4 milioni nel 2015);
  7. Nu couché, (nudo sdraiato) di Amedeo Modigliani (oltre 170 milioni nel 2015);
  8. Tre studi di Lucian Freud di Francis Bacon (146 milioni nel 2013);
  9. Ritratto di Adele Bloch-Bauer di Gustave Klimt (135 milioni nel 2006);
  10. L’urlo di Edvard Munch (120 milioni nel 2012).

Un’evoluzione dei prezzi impressionante. Basti pensare che nel 1987 la vendita del dipinto Iris di Van Gogh a 57,9 milioni di dollari aveva fatto scalpore!

Leonardo sì, Leonardo no

Ma torniamo al Salvator Mundi, databile al 1499. Non tutti sono certi che la mano sia quella del genio di Vinci. Secondo Carmen Brambach, esperta di pittura italiana del Rinascimento del Metropolitan Museum di New York, la maggior parte del dipinto è “stato eseguito da Giovanni Boltraffio (assistente di studio), con passaggi di Leonardo”. Altri, come Pietro C. Marani, specialista del maestro di Vinci, e lo studioso di Leonardo Martin Kempt ne accolgono invece l’attribuzione. Al loro parere si aggiunge anche quello di Nicholas Penny, direttore della National Gallery di Londra, “convinto” della mano del maestro.

Salvator Mundi: un errore di troppo?

Ma anche lo studioso Walter Isaacson, autore di “Leonardo da Vinci: the Biography” ritiene che l’opera non sia di Leonardo. Perché? Analizzando la sfera di cristallo tenuta in mano da Gesù, osserva che la stessa è perfettamente tonda, mentre il vestito e la mano che la tengono non subiscono alcuna distorsione ottica. La mano e il tessuto sarebbero ingranditi o distorti se guardati attraverso una sfera di vetro. Possibile che il genio toscano, anticipatore della scienza moderna, abbia scordato un fenomeno tanto comune?

Bottega e apprendisti

Chi avrà ragione? Probabilmente non lo sapremo mai. La querelle delle attribuzioni (ricordiamo che anche la casa d’aste che ne ha curato la vendita lo ha definito “attribuito” a Leonardo) è lunga come il periodo che ci separa dal Rinascimento. I grandi pittori come Raffaello, Michelangelo, Tiziano (e Leonardo non era da meno) ospitavano nelle loro botteghe interi stuoli di giovani apprendisti. A seconda delle loro capacità, si limitavano a preparare colori e tele, provvedevano allo spolvero dei disegni. Oppure tracciavano le figure minori, lasciando al pennello del maestro la rifinitura dei volti e delle mani dei protagonisti oltreché l’intero impianto dell’opera. Accadeva anche spesso che i giovani di bottega copiassero le opere dei maestri, che poi si limitavano ad eseguire dei ritocchi o delle velature. Come forse è accaduto anche a questo Salvator Mundi, pagato 450 milioni.

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Collabora con le riviste L'Urtiga e Panoramamusei.

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