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Salvini indagato: ecco cosa succederà al ministro dell’Interno

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Salvini: il ministro dell’Interno e vicepremier è indagato per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio per la vicenda della nave Diciotti. Di tutto e di più, come recitava un famoso slogan pubblicitario. Ma andiamo con ordine e vediamo come stanno le cose.

La scelta della Procura

Partiamo da alcune premesse. Il Procuratore della Repubblica non ha alcuna possibilità di scegliere: nel nostro ordinamento l’azione penale è obbligatoria. Lo sancisce l’articolo 112 della Costituzione. Ovviamente se ne ravvisa i presupposti. Poi non è lui a dover decidere sulla colpevolezza. Ma l’inerzia del magistrato avrebbe potuto ritorcersi contro di lui: omissione di atti d’ufficio.

E così, tutte le fake news relative al Procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, amico e sodale di Matteo Renzi, a parer nostro vanno a farsi benedire. Si tratta di un magistrato, serio e preparato, che ha ritenuto che qualcuno nel suo territorio stesse commettendo un reato. Ripetiamo, potrebbe sbagliarsi e i giudici potrebbero benissimo archiviare il caso o, se andrà a giudizio, assolvere Salvini. Ma questo non toglierebbe nessuna legittimità alla sua iniziativa.

Sequestro di persona: che cos’è?

Passiamo ai reati contestati a Salvini. Di solito il sequestro di persona è a scopo di libidine o di estorsione. Entrambi i casi sono ovviamente esclusi nell’ipotesi della nave Diciotti.
Tuttavia, da pochi mesi, è stato introdotto nel nostro sistema penale un nuovo tipo di reato, il sequestro di persona a scopo di coazione: “chiunque… sequestra una persona… al fine di costringere un terzo, sia questo uno Stato, una organizzazione internazionale tra più governi, una persona fisica o giuridica… a compiere un qualsiasi atto o astenersene, subordinando la liberazione della persona sequestrata a tale azione o omissione, è punito con la reclusione da venticinque a trent’anni”.

Si tratta dell’articolo 289 ter del codice penale, che sembra scritto apposta per la vicenda. Anche se, probabilmente, era stato pensato per l’Isis e per i foreign fighters allo stesso affiliati. L’articolo è stato introdotto dalla legge 1 marzo 2018 n.21 ed è entrato in vigore il 6 aprile scorso.

Arresto illegale e abuso d’ufficio

Di poco momento gli altri due articoli, perché il nostro sistema penale prevede che il reato più grave (sequestro di persona) travolga i reati minori commessi con lo stesso comportamento. In tal caso si applica solo un lieve aumento di pena.
Facciamo un esempio? Commetto una rapina a mano armata in banca senza avere il porto d’armi. Risponderò di entrambi i reati (rapina e porto abusivo d’armi). Ma il secondo viene inglobato nel primo (tecnicamente si chiama continuazione). Se per la rapina il tribunale aveva previsto una pena di sei anni, aggiungendo il porto abusivo d’armi la pena potrebbe diventare di sei anni e tre mesi. Il tutto sempre che, secondo il magistrato, io abbia avuto un “unico disegno criminoso”, cosa evidente anche nel caso di Salvini.

Salvini e il reato “presupposto”

Va anche considerato che i due reati minori potrebbero essere “presupposto” del reato più grave. Per esempio, il poliziotto che procede all’arresto del condannato per fargli scontare la pena lo priva sì della libertà personale, ma non risponde di alcun reato. E così, anche se il comportamento del ministro Salvini potrebbe essere quello del sequestratore, se lo ha fatto a ragion veduta non deve rispondere di nessun reato.

Il Tribunale dei Ministri

Quando la vicenda arriverà al Tribunale dei Ministri, competente a giudicare i membri dell’esecutivo per i reati commessi nell’esercizio della loro funzione, sarà forse la prima volta in Italia che un ministro non viene indagato per “interesse privato”.
Negli altri casi – tutti finiti con l’archiviazione – si era trattato del ministro Angelino Alfano per utilizzo (indebito) di voli di Stato e per il dubbio trasferimento di un prefetto, del ministro Piercarlo Padoan per l’erogazione di 3 miliardi per risolvere l’emergenza dei derivati e addirittura del premier Mario Monti per un indennizzo alla Morgan Stanley.

La domanda delle 100 pistole

Ma torniamo al caso Diciotti. La domanda che dovranno porsi i magistrati che riceveranno il fascicolo del Pm di Agrigento in sostanza è questa: il ministro dell’Interno aveva il diritto di non consentire lo sbarco dei cittadini extracomunitari a bordo della Diciotti? E, più in generale, ha il diritto di bloccare gli sbarchi?
Per rispondere, anche se Salvini rinuncerà all’immunità parlamentare come annunciato, non sarà sufficiente esaminare il codice penale. Bisognerà entrare nel meccanismo della Pubblica amministrazione e dei rapporti con l’Europa.

Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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