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Caso Salis, il presidente Mattarella chiama il padre di Ilaria: “Le sono vicino”

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Da sinistra, Sergio Mattarella, Ilaria e Roberto Salis

Caso Salis: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato stamattina a Roberto Salis, il padre di Ilaria, in carcere da oltre un anno in Ungheria. Secondo quanto si apprende anche dall’Agenzia Dire, il capo dello Stato ha detto a Roberto Salis che sperava fossero giorni diversi e che comprendeva bene il suo stato d’animo, esprimendogli vicinanza. Mattarella ha assicurato che farà quanto è nelle sue possibilità, che non sono ampie sul piano operativo e passano attraverso il Governo.

Disparità che colpisce

Il padre di Ilaria Salis, ricomparsa incatenata in udienza a Budapest, aveva inviato una lettera al Quirinale; e ha ringraziato in modo sentito il presidente per la chiamata e la velocità del riscontro, spiegando che voleva segnalare la disparità di trattamento tra due cittadini italiani (l’altro è Gabriele Marchesi, accusato degli stessi reati in Ungheria, ma libero in Italia perché Budapest non ha ottenuto l’estradizione). Il presidente ha risposto che si tratta della “differenza tra il nostro sistema, ispirato ai valori europei, e il loro sistema; e che questa disparità colpisce la nostra pubblica opinione”. La telefonata si è conclusa con il ringraziamento di Roberto Salis al capo dello Stato che ha assicurato che più avanti si potranno risentire.

Piglio diverso

“Noto con piacere che ci sono alcune parti delle istituzioni che su casi gravi come quello di Ilaria hanno, secondo me, il giusto senso di urgenza”, ha sottolineato Roberto Salis, commentando il colloquio con Mattarella a RaiNews24. “Del presidente della Repubblica mi ha colpito l’empatia. In una situazione come quella che sta attraversando la mia famiglia, avere a che fare con un rappresentante delle istituzioni capace di essere empatico con i cittadini è molto importante. L’ho molto apprezzato”. Infine, ha aggiunto, “credo che debba essere intrapresa un’azione da parte dell’Esecutivo con un piglio diverso rispetto a quello che c’è stato finora”, in riferimento alla possibilità che alla figlia siano concessi gli arresti domiciliari in Ungheria.

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