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Cesare Battisti: ecco perché l’ex terrorista non sconterà l’ergastolo

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Cesare Battisti è stato catturato in Bolivia. Arrestato dalla polizia locale, era pedinato da tempo dagli uomini di una squadra ad hoc dell’Interpol, composta anche da agenti italiani e Brasiliani. L’ex terrorista dei Pac (Proletari armati per il comunismo) non ha opposto resistenza durante l’arresto. E se non ci saranno intoppi burocratici sull’estradizione, dovrebbe rientrare in Italia velocemente, addirittura nelle prossime ore o al massimo nella giornata di domani: un aereo è già in volo verso il Paese sudamericano per prelevarlo.

Ergastolo? Forse

Per il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede presumibilmente la prima destinazione di Battisti sarà il carcere romano di Rebibbia, dove dovrebbe iniziare scontare l’ergastolo per quattro omicidi. Sì, dovrebbe. Perché al di là dei trionfalismi del caso – tra “giustizia è fatta” e “la pacchia è finita”, provenienti da più parti – il sessantenne, latitante da quasi 40 anni, alla fine potrebbe godere di una pena più lieve di quella per cui è stato condannato.

Come mai? A spiegarlo è Raffaele Piccirillo, ripreso anche da repubblica.it. L’ex direttore degli Affari di Giustizia dell’omonimo ministero, aveva seguito il caso in prima persona, quando a vestire i panni del guardasigilli era Andrea Orlando. A suo parere l’Italia non potrà punire Battisti con l’ergastolo. Al massimo potrà subire una pena di trent’anni.

L’accordo con Brasilia

“In Brasile non c’è l’ergastolo, è vietato dalla Costituzione”, ha spiegato Piccirillo. “Per questo l’Italia si è impegnata per garantire che non sarà applicato a Battisti. Questo è frutto dell’accordo, della cosiddetta ‘condizione accettata’, concluso il 5 e 6 ottobre del 2017. Per cui a Battisti, una volta estradato, sarà applicata la pena massima di 30 anni”.

L’Italia rispetterà l’accordo con Brasilia anche se l’ex terrorista è stato arrestato in Bolivia? Vedremo se sarà così quando Battisti rimetterà finalmente piede in Italia. Molto dipenderà anche dal fatto che arrivi direttamente da La Paz senza fare sosta in Brasile. E cioè dal Paese che alla fine concederà la sua estradizione. Ma intanto questo dubbio sta già scatenando mille polemiche.

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