Corte Biffi ospita Elisabetta Villaggio per l’ultimo incontro del ciclo “A cena con l’autore”. L’appuntamento è venerdì 1° aprile, nella splendida location di San Rocco al Porto (Lo), a pochi minuti da Piacenza e a mezz’ora da Milano.
Dopo i libri di Gianfelice Facchetti e Luigi Garlando, a chiusura della rassegna promossa da Biffi Arte e curata da Mauro Molinaroli, Elisabetta Villaggio presenterà l’opera dedicata al padre “Fantozzi dietro le quinte” (Baldini+Castoldi).
Visto da vicino
Con questo libro l’autrice ha voluto raccontare nel privato Paolo Villaggio, raccogliendo inedite testimonianze di chi ha condiviso con lui i tanti set e momenti di vita personale. Si legge nella quarta di copertina del volume: “Per tutti papà era il personaggio famoso, l’attore, il comico, lo scrittore, ma soprattutto Fantozzi che anche i bambini sanno chi è. Per me è sempre stato e rimane mio padre”.
Figlia d’arte
Elisabetta, nata dalla lunga e felice unione di Villaggio con Maura Albites, dopo aver esordito nel cinema come regista (di lei ricordiamo in particolare un’intervista-documentario a Franca Valeri del 2005) e aver scritto diversi romanzi, fra cui “La mustang rossa” (2016), oggi collabora con riviste e quotidiani, e insegna alla Rome University of fine Arts nel dipartimento di cinema.
Da De André alla Treccani
Questo bel libro va oltre il ricordo e il racconto. Tira fuori le emozioni, la gioventù, il nostro ieri, le stagioni di un cinema italiano molto più ricco e molto più vero, grandi personaggi quali Fabrizio De André, Federico Fellini, Roberto Benigni, e una comicità dirompente, paradossale che cambiò addirittura i nostri codici linguistici.
Fantozzi oggi è nell’enciclopedia Treccani. Ma l’impatto con la celebrità di Fantozzi per Paolo Villaggio non fu tra i più semplici. “All’improvviso – ricorda Elisabetta – ci ritrovammo i paparazzi dappertutto. Io una volta scappai di casa per sottrarmi ai fotografi. Pensava di essere considerato un artista di serie B. In realtà papà era e si sentiva un intellettuale e non sopportava di essere snobbato. Una volta nella sala d’attesa di un aeroporto un famoso direttore di un quotidiano lo ignorò. Ci rimase malissimo”. Come molti grandi comici rideva poco: “Per niente. Infatti a volte gli dicevo: papà io non ti ho mai visto i denti! E lui: non importa”.
Leone d’oro
Poi arriva il Leone d’oro alla carriera a Venezia nel 1992. “Fu la sua rivincita – prosegue Elisabetta – e infatti nel discorso che fece in quell’occasione disse che era contento di essere rivalutato da vivo”. Anna Mazzamauro, che interpretava la signorina Silvani, nel libro ne loda il professionismo. Tra i comici gli piacevano Checco Zalone e Cochi e Renato: “Quando ero bambina – spiega Elisabetta – venivano spesso a pranzo e papà ci faceva fare sempre la stessa gag. Bambini, chi è più simpatico, Cochi o Renato? E noi: Cochi!”.
Forza e felicità
Elisabetta racconta che suo padre le ha insegnato a essere forte: ”In parte perché ci siamo sempre scontrati. E poi perché non l’ho mai visto lamentarsi, sentirgli dire ‘sono stanco’. Quando è morta mia nonna, è andato in scena a teatro senza dire niente. Ha vissuto molti drammi ma li ha sempre affrontati con pudore e con grande forza d’animo”. Inseguiva la felicità? “Forse l’ha raggiunta. Ha avuto un’esistenza bella, piena. Con persone interessanti e un lavoro appassionante. Mai noioso. L’opposto di Fantozzi, anche se a Fantozzi mio padre voleva bene perché senza di lui forse non ci sarebbe riuscito”.
A cena con l’autore
L’incontro a Corte Biffi (San Rocco al Porto, via Giovanni XXIII n.44) avrà luogo seguendo le recenti normative anti-Covid (green pass base e mascherina), inizierà alle 19,30 e proseguirà fino alle 20,30. Seguirà (per chi desidera) la cena con Elisabetta Villaggio, per la quale è possibile prenotare al seguente numero: 0377.454029.







