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L’Ucraina e lo “spazio vitale” russo: cosa ci insegna la Storia (che a volte dimentichiamo)

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Guerra ucraina: tutti (o quasi) condanniamo l’aggressione di Putin, i bombardamenti indiscriminati, i tantissimi morti civili, i milioni di profughi in fuga dalla guerra. Tutti (o quasi) riteniamo il presidente russo un bieco invasore che si è posto fuori dal consesso civile. Tutti, e con particolare pervicacia l’attuale presidente americano Biden, usiamo parole di fuoco per definire il despota del Cremlino. Ma, anche senza voler difendere l’indifendibile, vogliamo alzare lo sguardo dai campi ucraini devastati dal conflitto?

Un passo indietro

Putin, e prima di lui Leonid Breznev e prima ancora Josip Stalin e ancora prima gli zar, soffre dell’accerchiamento strategico della Russia. Lo zar Alessandro I, vincitore di Napoleone, al Congresso di Vienna puntava i piedi perché voleva la Polonia e una serie di altri stati cuscinetto che proteggessero la Russia da eventuali future invasioni.

Stalin, dopo aver promesso solennemente a Jalta (in Crimea, non è un caso) ai suoi omologhi Churchill e Roosevelt che avrebbe garantito libere elezioni nei Paesi dell’est liberati dall’armata rossa, in pochi anni e con mezzi tutt’altro che democratici aveva soggiogato Cecoslovacchia, Romania, Polonia, Bulgaria, Ungheria, Germania dell’Est e paesi baltici. Quando è crollata l’Unione Sovietica e tutti questi stati sono tornati “liberi” i pochi vecchi oligarchi rimasti hanno iniziato a tramare all’ombra del Cremlino.

Sembravano essersi tranquillizzati quando gli Stati Uniti avevano garantito che la Nato non si sarebbe allargata agli ex Stati socialisti europei, poi, poco alla volta, Washington ha fatto entrare nella Nato i tre Stati baltici, la Polonia, la Romania, la Bulgaria, la repubblica Ceca, la Slovacchia, l’Ungheria. Poi sono entrati l’Albania, il Montenegro e addirittura la Macedonia del Nord.

Von Clausewitz e politica

A quel punto la sensazione di accerchiamento era pressoché completa. Mancavano all’appello solo la Finlandia, la Bielorussia e appunto l’Ucraina. Quando anche quest’ultima ha chiesto l’ingresso nella Nato, a Putin è salito letteralmente il sangue agli occhi. Ha anche provato per lungo tempo a chiedere con le buone che l’Ucraina lasciasse perdere, ma Zelensky, che conosceva bene il suo interlocutore, non ne voleva sapere. Il metodo usato da Putin è delinquenziale, ma ha applicato alla lettera l’insegnamento di Von Clausewitz: “La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi”.

Lo “spazio vitale” degli altri

Ma il “lebensraum” o spazio vitale è una caratteristica solo russa? E Biden che alterato dà del criminale a Putin ha proprio tutte le ragioni? Sapete cos’è la dottrina Monroe? James Monroe è stato il quinto presidente degli Stati Uniti, tra il 1817 e il 1825, più o meno ai tempi di Napoleone e prima di George Washington. Quando diventa presidente gli States non sono ancora arrivati al Pacifico; ed è proprio lui ad acquistare la Florida dalla Spagna, prendendosi di fatto il Golfo del Messico. Dunque una potenza indipendente da pochi decenni, in via di espansione, con l’Inghilterra che possiede ancora molte colonie nel continente americano.

Dall’Alaska al Cile

Ebbene, Monroe nel discorso sullo stato dell’Unione del 2 dicembre 1823 enuncia questa teoria: le Americhe dovranno da ora in poi essere libere da qualunque interferenza europea. Tale dottrina, sviluppata e resa attuale da Theodore Roosevelt, in soldoni teorizza l’isolazionismo degli Stati Uniti dai problemi europei e una sorta di protettorato statunitense su tutti gli altri Stati americani, dall’Alaska fino al Cile.

Questa teoria ha consentito di cacciare Napoleone III dal Messico tra il 1862 al 1867, di armare la mano degli assassini di Pinochet in Cile nel 1973 (presidente Nixon), di minacciare la guerra nucleare durante la crisi di Cuba del 1962 (Kennedy), di invadere militarmente la piccola isola caraibica di Grenada nel 1983 (Regan), di interferire pesantemente nella crisi del Venezuela solo tre anni fa (Trump).

Chi è senza peccato…

Gli Stati Uniti sono stati per decenni il gendarme del mondo, intervenendo in Asia (Vietnam, Iraq, Afghanistan) in Europa, in Africa (Gheddafi); ma il continente americano per Washington è da sempre il proprio giardino di casa, nel quale nessuno deve azzardarsi a mettere il naso. E senza arrivare alla rozzezza di Putin che interviene con i carri armati e gli scarponi chiodati in Ucraina, gli Stati Uniti usano la Cia per mantenere l’intero continente alla loro mercé. Più scaltri ma non meno efferati (Guantanamo) né meno efficienti dell’eterno nemico russo. Dunque l’ultimo, ma proprio l’ultimo che può ergersi a censore di Putin, che è e rimane un despota sanguinario, non dimentichiamolo, forse è proprio Joe Biden.

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Collabora con le riviste L'Urtiga e Panoramamusei.

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