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Covid, boom di casi: Cartabellotta (Gimbe) bacchetta il governo Draghi

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Covid: “Le nuove misure sono insufficienti e tardive. Sono il frutto di compromessi politici, piuttosto che di una coraggiosa strategia di contrasto alla pandemia”. Nino Cartabellotta, il presidente della Fondazione Gimbe, non le manda a dire al governo Draghi, dopo l’approvazione del decreto-legge di ieri.

I dati del Gimbe

Nell’ultima settimana monitorata dalla Fondazione (29 dicembre-4 gennaio), complice la crescita della variante Omicron, i nuovi casi sono schizzati oltre quota 810mila, con un incremento del 153% rispetto a quella precedente. In sette giorni così sono raddoppiati i casi attualmente positivi, passati da 598.868 a 1.265.297 (+111,3%); e si registra anche +8,9% dei decessi, passati da 1.012 a 1.102.

Sempre nella settimana 29 dicembre-4 gennaio, in tutte le Regioni si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi di Covid: dal 66,8% della Liguria al 423,9% dell’Abruzzo. E in 63 Province l’incidenza supera i 1.000 casi per 100.000 abitanti da Firenze (3.058) a Piacenza (1.009).

Di fronte a una crescita del genere, per il report settimanale del Gimbe rilanciato anche dall’Ansa, la “sanità territoriale va in tilt”; e “sale anche la pressione sugli ospedali”, con un +28% di ricoveri con sintomi (da 10.089 a 12.912) e +21,6% in terapia intensiva (da 1.145 a 1.392).

Vaccinazioni e tamponi

D’altro canto, secondo il Gimbe “non decollano” le vaccinazioni anti-Covid in età pediatrica. Nella fascia tra 5 e 11 anni, in tre settimane, hanno raggiunto quota 401.532 somministrazioni.

Al 5 gennaio (ore 7) in tutto sono state somministrate 20.977.634 terze dosi. in base alla platea ufficiale di circa 31 milioni di persone, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è del 67,7%. Ma con nette differenze regionali: si va dal 54,6% della Sicilia al 76,9% della Valle D’Aosta.

Il numero dei tamponi intanto è passato da 5.175.977 della settimana 22-28 dicembre a 6.487.127 del 29 dicembre-4 gennaio (+25,3%), per l’incremento sia dei rapidi (+23,9%) che dei molecolari (+28,8%). Impennata anche per il tasso di positività: nell’ultima settimana la media è salita dal 2,8% all’8,2% per gli antigenici e dal 15% al 24% per i molecolari.

Lo studio Ihme

“L’enorme aumento della circolazione virale è dovuta sia al dilagare di omicron che per l’incremento dei contatti sociali durante le feste”, afferma Cartabellotta. “E l’impatto su ricoveri e decessi sarà visibile nelle prossime settimane”.

Ad esempio, secondo uno studio dell’Ihme (Institute for Health Metrics and Evaluation), un centro di ricerca indipendente dell’università di Washington, in Italia il picco dei decessi si potrebbe verificare a metà febbraio: il range previsto è tra i 343 e i 576 morti giornalieri, a seconda di una serie di variabili che vanno dall’uso della mascherina alla severità di Omicron, passando per la somministrazione di terze dosi e la permanenza dell’esitazione vaccinale nella popolazione.

Le bacchettate di Cartabellotta

In questo quadro, quindi, le misure prese ieri dal governo Draghi per il presidente del Gimbe sono “insufficienti e tardive”; e “continuano a inseguire il virus senza un piano B per arginare l’ondata di contagi che rischia di portare al default dei servizi sanitari ospedalieri, nonché al lockdown di fatto del Paese”.

Per prima cosa, secondo Cartabellotta, “l’obbligo vaccinale limitato agli over 50 (che al momento non prevede sanzioni) avrà un impatto non prevedibile visto che non è noto il numero degli esentati; ed il super green pass per i lavoratori over 50 sarà del tutto inefficace nel breve termine, perché entrerà in vigore il 15 febbraio”.

In secondo luogo, “le misure per la sicurezza nelle scuole sono insufficienti per evitare il ricorso alla Dad e introducono regole complesse e difficili da applicare con i servizi di sanità pubblica già in sovraccarico”. A

Non basta: “Lo smartworking viene liquidato con la semplice raccomandazione di ‘usare al meglio la flessibilità già consentita dalle regole vigenti”. E guardando agli scenari futuri, “la progressiva espansione di una variante estremamente contagiosa, nonostante determini una malattia meno grave, nelle ultime settimane sta rapidamente sovraccaricando gli ospedali per tre ragioni”.

È indubbio che a narrativa sulla ‘raffreddorizzazione’ della variante omicron, “da confermare con ulteriori studi sul campo, abbassa il livello di guardia della popolazione”, riflette Cartabellotta. In questa fase “è impossibile prevedere i tempi per raggiungere il picco nazionale dei contagi”; tuttavia, le misure attuate sinora dal Governo “non hanno determinato alcun rallentamento nella crescita dei casi”.

Nonostante la revisione delle regole della quarantena, “l’enorme numero dei contagi e la loro velocità di crescita rischiano di paralizzare il Paese, che si sta avviando verso un lockdown di fatto”, conclude il presidente del Gimbe.

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